La capitale senza giovani: in 10 anni dimezzati gli under 30 a Pechino
I dati ricavati dagli annuari statistici provinciali rivelano una crisi non solo demografica per la capitale cinese. Se prima la percenuale di abitanti tra i 20 e i 29 anni era molto superiore alle media nazionale oggi arranca dietro ad altre metropoli come Shenzhen, Shanghai e Chengdu. Solo il 42% di chi si laurea alla Peking University resta in una città dove diminuiscono le piccole e medie imprese e i prezzi delle case sono altissimi.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Pechino sta affrontando un rapido invecchiamento della popolazione. Negli ultimi dieci anni il numero dei residenti permanenti tra i 20 e i 29 anni si è quasi dimezzato, alimentando un acceso dibattito in Cina sulle difficoltà della capitale nell’attrarre e trattenere i giovani rilanciato dall’agenzia CNA.
Secondo un recente rapporto basato sugli annuari statistici provinciali, tra il 2015 e il 2024 i giovani residenti a Pechino sono passati da 4,618 milioni a 2,489 milioni: una diminuzione complessiva di oltre 2,1 milioni di persone. La loro quota sulla popolazione totale è scesa dal 21,3% all’11,4%.
Nello stesso periodo, invece, la popolazione con più di 60 anni è aumentata da 3,405 milioni a 5,14 milioni, con un incremento di 1,735 milioni di persone.
Il rapporto osserva che in passato la percentuale di giovani a Pechino era molto superiore alla media nazionale, mentre nel 2024 si è ormai avvicinata al dato medio cinese del 10,56%. E questo nonostante la capitale continui ad attirare migranti interni: nel 2024 le persone provenienti da altre regioni rappresentavano il 37,5% della popolazione residente.
Wei, 34 anni, originario dello Shandong e residente a Pechino dal 2016, ha spiegato a CNA che molti giovani lasciano la città dopo alcuni anni se il loro reddito resta nella media: “Con il costo della vita così alto, i progetti di matrimonio e figli e le difficoltà per ottenere la residenza di Pechino, molti scelgono di andarsene. Inoltre, non sembra che la città incoraggi davvero le persone a restare”.
Secondo Wei, dopo la pandemia di Covid-19 la situazione economica è peggiorata e “tutti sono stanchi e non vogliono più competere”.
Anche lo studioso Wang Mingyuan, in un articolo pubblicato sull’account WeChat “Fuchengmen No. 6 Courtyard”, sostiene che Pechino stia perdendo competitività urbana. Il numero di giovani è ormai inferiore a quello di città come Shenzhen, Shanghai, Guangzhou, Chengdu e Chongqing. Se questa tendenza continuerà, avverte, “entro il 2030 Pechino rischia di diventare una città priva di vitalità”.
Secondo Wang, una delle cause principali è la riduzione delle opportunità professionali. Pur essendo la capitale uno dei principali centri cinesi dell’innovazione tecnologica, le risorse sono concentrate in poche grandi aziende private, mentre diminuiscono le piccole e medie imprese capaci di offrire prospettive di crescita ai giovani.
Come esempio lo studioso cita i laureati della Peking University: nel 2013 il 72% sceglieva di restare nella capitale, mentre nel 2024 la percentuale è scesa al 42%, con un forte aumento di quanti si trasferiscono a Shanghai o nel Guangdong.
Anche gli altissimi prezzi delle abitazioni rappresentano un ostacolo. Alcuni giovani scelgono di vivere nella vicina provincia dello Hebei, dove gli alloggi costano meno, ma devono affrontare rigidi controlli di sicurezza per entrare quotidianamente a Pechino.
Infine, il rigido sistema di registrazione della residenza (hukou) continua a scoraggiare molti professionisti. Wang racconta di conoscere famiglie con redditi annuali superiori a un milione di yuan che, nonostante anni di lavoro e tasse pagate nella capitale, non sono riuscite a ottenere la residenza di Pechino, con conseguenze sull’istruzione dei figli e sulla stabilità familiare.
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