La discriminazione delle donne in Cecenia
A grozny negli ultimi anni l'opinione maschile sta diventando sempre più aspra nei dibattiti pubblici negli ultimi anni, mentre i confini di ciò che è accettabile per le donne si stanno restringendo sempre di più. Paradossale suscitata dalla vicenda di un salvataggio in mare di alcune ragazze che stavano annegando criticato sui social network perché "nell'islam toccare una donna è proibito".
Mosca (AsiaNews) - In Cecenia, la principale repubblica russa nel Caucaso settentrionale, qualsiasi azione di una donna ritenuta inappropriata dagli uomini diventa immediatamente motivo di condanna sui social media. Ballare con un abito attillato, una parola o un movimento imprudente, una diretta Instagram con uno sconosciuto: agli occhi dell'opinione pubblica conservatrice, tutto ciò "diffama il clan, il popolo e la nazione". Di conseguenza, una donna si trova sotto pressione non solo da parte della società, ma anche della propria famiglia. Kavkaz.Realii ha indagato sul perché l'opinione maschile sia diventata sempre più aspra nei dibattiti pubblici negli ultimi anni, mentre i confini di ciò che è accettabile per le donne si sono ristretti sempre di più.
Qualsiasi cosa può scatenare una condanna: professione, aspetto, gesto o parola. Una parrucchiera che taglia i capelli agli uomini diventa bersaglio di attacchi; un ballo o una canzone scatenano un'ondata di prediche su ciò che è lecito e ciò che non lo è.
Dietro ogni episodio di questo tipo si cela un intero sistema di aspettative e divieti che plasma l'immagine di una donna "per bene" agli occhi della frangia più radicale della società. Commenti, minacce e rimproveri diventano una costante nella vita di molte donne, spaziando dalla pressione morale a una vera e propria minaccia alla loro sicurezza e libertà.
Un esempio significativo è una storia di pochi giorni fa: due uomini su una spiaggia della città di Dagestanskye Ogni si sono tuffati in mare per salvare delle donne cecene che stavano annegando. Avrebbe potuto finire in tragedia, ma a grande rischio personale, sono riusciti a salvarle. Invece della gratitudine, centinaia di commenti di condanna sono apparsi sotto il video sui social media. Gli utenti hanno esortato le donne e le loro famiglie a "mostrare la propria coscienza": "nessuno ha bisogno di essere salvato se le donne restano a casa", "nell'islam, toccare una donna è proibito", "che cosa ne pensate se degli estranei le toccano?", "dove sono i padri e i fratelli di queste ragazze?", hanno scritto i commentatori in ceceno.
La stessa cosa è successa dopo l'omicidio di Larisa Arsanukaeva a Nizza, una madre cecena di molti figli che è stata uccisa dal suo ex marito. Mentre molte donne hanno scritto della tragedia, esprimendo solidarietà e cordoglio, un numero significativo di uomini ha scelto di rimanere in silenzio e alcuni commentatori radicali hanno tentato di giustificare il crimine: "c'è qualcosa di losco in questa storia", "non avrebbe ucciso qualcuno così, senza motivo". Questi episodi riflettono la crescita delle posizioni radicali negli ultimi anni, l'aumento del controllo sul comportamento delle donne e l'amplificazione del fenomeno da parte dei social media, che trasformano ogni passo in oggetto di scrutinio pubblico.
Nel frattempo, le autorità della repubblica spesso propongono restrizioni per le donne: tra queste, i "colloqui esplicativi" con chi non indossa il velo e il divieto per le modelle di sfilare con abiti firmati nei negozi di Grozny. Gli utenti conservatori dei social media si appellano ad Amir Sugajpov, vice-ministro per gli affari giovanili e assistente del presidente Ramzan Kadyrov, per imporre nuove limitazioni. I commentatori gli chiedono di "isolare i negozi di lingerie" e di vietare alle donne di consultare psicologi, uscire la sera, indossare abiti attillati e frequentare centri massaggi.
La giornalista, attivista per i diritti umani e blogger Aida Mirmaksumova osserva che negli ultimi anni l'influenza della religione è cresciuta nel Caucaso settentrionale, in un contesto di problemi sociali come la disoccupazione, la corruzione e le violazioni sistematiche dei diritti umani. Le persone cercano rifugio nelle moschee, ma i sermoni che vi vengono pronunciati non sono sempre equilibrati e responsabili, e non sempre sono tenuti da teologi veramente preparati. Aida sottolinea che on-line circolano numerosi video di persone che si spacciano per studiosi islamici, i quali discutono nel dettaglio di ciò che le donne dovrebbero e non dovrebbero fare, ma non si fa quasi mai cenno alle responsabilità degli uomini: prendersi cura della famiglia, pagare gli alimenti, rispettare i diritti delle donne e l'inammissibilità della separazione di un figlio dalla madre dopo il divorzio.
21/05/2018 08:45
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