24/02/2004, 00.00
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La fame fa crescere violenze e disordini

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – La Corea del Nord è pronta a smantellare il suo programma di armamento nucleare. Il Vice-ministro degli Esteri cinese Wang Yi, principale negoziatore con Pyongyang per la crisi nucleare, lo ha comunicato ieri al Vice-ministro degli esteri giapponese Ichiro Aisawa. Domani 25 febbraio, inizieranno i colloqui a 6 della Corea del Nord con Cina, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti e Russia per tentare di risolvere la questione.

La decisione della Corea del Nord arriva dopo un lungo braccio di ferro con la comunità internazionale ed è maturata probabilmente a causa della disastrosa situazione umanitaria e alimentare del paese. Lo scorso dicembre, Pyongyang si era dimostrata favorevole a congelare il suo programma nucleare in cambio di aiuti economici e altre concessioni dagli Stati Uniti.

Secondo l'organizzazione umanitaria sud-coreana Good Friends, anni di fame e scarsità di cibo hanno stremato la popolazione nord-coreana, ma soprattutto hanno causato una crisi dell'ordine pubblico e un aumento della violenza, dei furti, della miseria e della disperazione della gente. Le autorità hanno intrapreso una dura repressione per tentare di mantenere il controllo della situazione. Dalle 25 mila testimonianze di nord-coreani rifugiati in Cina raccolte da Good Friends, emerge che dalla metà degli anni '90 le vittime della fame e degli stenti nel paese sono 3 milioni, il 13 % della popolazione. Una rifugiata ha raccontato gli stenti e le privazioni della sua famiglia: "Da quando hanno interrotto la distribuzione del cibo, l'unica cosa che mia madre cucina è farina di frumento con erbe selvatiche e sale. Noi 4 della famiglia stiamo a letto tutto il giorno per paura che ci venga fame. Di notte aspettiamo il treno alla stazione e rubiamo il carbone".

Un'altra donna testimonia l'aumento degli atti brutali e spietati nel paese: "non sapevamo come fare a sopravvivere e alla fine mio marito ha iniziato a commerciare con la Cina. Un giorno ha guadagnato molti soldi ed è tornato a casa felice. Un suo amico lo ha invitato a uscire, ma quel giorno non è tornato a casa. La sera successiva ho trovato il suo corpo per strada. Ho cercato l'amico, ma tutta la sua famiglia se n'era già andata. Per quei soldi, mio marito è stato ucciso dal suo migliore amico".

Dal 1994 il governo non distribuisce più i sussidi alimentari di stato alla popolazione. A causa di questo, le fasce più deboli (donne e bambini) sono state decimate. Un giovane rifugiato ha raccontato: "i miei genitori ci hanno abbandonato e sono fuggiti chissà dove. Mio fratello più piccolo e io vagavamo per le strade e chiedevamo l'elemosina o rubavamo il cibo. Di notte dormivamo in luoghi bui. Alla fine mio fratello si è ammalato, non riusciva più a dire una parola, ed è morto". Un altro nord-coreano ha descritto una scena straziante cui ha assistito: 5 bambini ridotti pelle e ossa e morti congelati sulla strada. "Erano avvinghiati l'uno all'altro come in un abbraccio per addormentarsi".

Negli ultimi mesi, il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha denunciato l'emergenza umanitaria della Corea del Nord. La situazione nel paese si è aggravata poiché il PAM ha dovuto tagliare gli aiuti alimentari alla popolazione per mancanza di fondi e ritardi nelle donazioni. (MR)

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