29/05/2026, 08.54
KIRGHIZISTAN
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La finanza islamica in Kirghizistan

di Vladimir Rozanskij

Negli ultimi anni nel Paese, accanto ai prestiti e ai depositi convenzionali, questo segmento è cresciuto significativamente e ha cessato di essere una nicchia: il volume dei finanziamenti basati sui principi islamici ha raggiunto i 21,1 miliardi di som, con un incremento di quasi sei volte.

Bishkek (AsiaNews) - In Kirghizistan, accanto ai prestiti e ai depositi convenzionali, vengono utilizzati anche i principi della finanza islamica, che sono ufficialmente sanciti dalla legislazione bancaria e regolamentati dalla Banca nazionale. La differenza fondamentale rispetto alla finanza generale è che le transazioni vengono effettuate in conformità con i principi della Sharia: il denaro non viene "prestato" a interesse, ma il sistema lo utilizza come strumento per l'acquisto di beni o per la partecipazione a un'attività commerciale, per cui la banca vende al cliente un bene specifico con un piano di pagamento rateale, oppure instaura una partnership con lui e ne condivide i risultati finanziari.

Un servizio di Kaktus.media utilizza tre casi come esempi, per comprendere meglio come funziona il finanziamento basato sui principi islamici. Nel primo caso, Erkinbek aveva rimandato a lungo l'acquisto di un appartamento. Viveva in affitto, per ambientarsi nel nuovo contesto della capitale Biškek, ma ogni volta che versava l'affitto, pensava: "Lo sto solo sprecando". A 33 anni, aveva risparmiato 1 milione di som, quasi mille euro. Aveva abbastanza per un acconto, ma non per un appartamento, e l'unica opzione rimasta era andare in banca. La prima banca gli offrì un prestito: 3 milioni di som al 18% annuo per 5 anni. In questo caso, il denaro stesso è l'oggetto della vendita e l'interesse è il prezzo pagato per il suo utilizzo. Erkinbek entrò comunque in un'altra banca, una banca islamica, più che altro per curiosità, e la conversazione prese una piega diversa.

"Noi non prestiamo denaro a interesse", disse l'impiegato. "Acquistiamo un appartamento sulla base della sua richiesta e glielo rivendiamo a rate con un premio prestabilito. Ecco come funziona un contratto murabaha". Quindi Erkinbek ha scelto un appartamento e ha presentato una richiesta, la banca ha verificato la sua solvibilità e la sua storia creditizia per proteggere il cliente da un eccessivo indebitamento. La banca ha acquistato l'appartamento dal venditore per 4 milioni di som, e lo ha poi rivenduto a Erkinbek con un premio prestabilito, da pagare a rate.

Malika ha 37 anni. Sei mesi fa, aveva circa 500mila som sul suo conto, e Il denaro era semplicemente fermo. Un deposito sembrava la soluzione più ovvia, ma i tassi di interesse bancari standard non erano allettanti. Un giorno, un'amica le disse casualmente: "Esistono depositi basati sui principi islamici. Lì il denaro funziona in modo diverso". Malika era scettica, e un deposito senza un tasso di interesse garantito le sembrava una novità, ma la curiosità ebbe la meglio e andò in banca. Lì le parlarono di un deposito di investimento a tasso fisso con un accordo di mudarabah; l'impiegato ha spiegato che se i progetti sono redditizi, lei avrebbe ricevuto la sua quota. Malika se n'è andata con la sensazione di non aver ricevuto un semplice deposito, ma un vero e proprio investimento.

Bakyt desiderava da tempo aprire un laboratorio di falegnameria. Trovava clienti da solo, gli ordini arrivavano tramite passaparola, ma gli mancava una cosa: il capitale iniziale. Secondo i suoi calcoli, gli servivano circa 3 milioni di som per avviare l'attività a tutti gli effetti. La prima banca esaminò il progetto, valutò le prospettive di entrate future e approvò il prestito. Ma le condizioni erano standard: un piano di rimborso chiaro e tassi di interesse fissi. L'impiegato delineò subito requisiti rigorosi: "I rischi sono a suo carico e se le cose dovessero andare peggio del previsto, dovrà ripagare il debito bancario per intero”. Venne a conoscenza di una banca islamica per caso, leggendo un articolo online, e ha ottenuto un accordo di sharika/musharaka, un finanziamento in partnership in cui la banca non eroga un prestito, ma entra nell'attività come co-investitore in cui gli utili vengono divisi di comune accordo e le perdite sono proporzionali al contributo di ciascuno.

Le storie di Erkinbek, Malika e Bakyt non sono eccezioni, ma si tratta di tre scenari tipici, il cui spirito è già alla base dei principi della finanza islamica in Kirghizistan. Negli ultimi anni, questo segmento è cresciuto significativamente e ha cessato di essere una nicchia: il volume dei finanziamenti basati sui principi islamici ha raggiunto i 21,1 miliardi di som, con un incremento di quasi sei volte. I principi della finanza islamica introducono una logica fondamentalmente nuova nel mercato, in base alla quale una banca non diventa solo un prestatore, ma un partecipante attivo in una transazione, un progetto o un risultato, e appare ragionevole aspettarsi una crescita significativa in questo segmento del settore bancario.

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