11/11/2010, 00.00
MYANMAR
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La giunta birmana ha falsato le elezioni con il “voto anticipato”

di Tint Swe
La commissione elettorale ha utilizzato sacchi di voti precostituiti per battere i candidati antigiunta. Le aspettative di correttezza e le speranze di un voto onesto sono state deluse. Aung San Suu Kyi resta comunque il vero leader nazionale.

New Delhi (AsiaNews) – Con brogli e minacce lo Union Solidarity and Development Party (Usdp), il partito appoggiato dalla giunta militare birmana, ha vinto le elezioni dello scorso 7 novembre, confermando la sua leadership con l’80% dei seggi. L’unico partito di opposizione, la National Democratic Force (Ndf) ha invece conquistato solo cinque seggi a Yangoon.

Nella corsa al parlamento, l’Uspd non ha avuto avversari politici: 1150 candidati contro appena 163 dell’Ndf.  Infatti, per potersi presentare ciascun candidato ha dovuto pagare 500 dollari, pari al reddito annuale di una famiglia benestante.

A rafforzare la sicurezza della vittoria degli esponenti della giunta militare brogli come corruzione, minacce, voti comprati in cambio di cibo, raccolta anticipata delle schede elettorali per i non residenti in Myanmar e per chi non ha potuto recarsi ai seggi.    

AsiaNews ha chiesto un commento al dottor Tint Swe, membro del Consiglio dei ministri del governo di coalizione nazionale dell’Unione della Birmania (NCGUB) composto da rifugiati dal Myanmar dopo le elezioni del 1990 vinte dalla Lega nazionale per la democrazia, e mai riconosciute dalla giunta. Fuggito in India nel 1990, dai 21 dicembre 1991 Tint Swe vive a New Delhi, e ha il ruolo di responsabile per l’informazione sull’Asia del Sud e Timor Est nel Consiglio.

Nel mondo intero nessuno si aspettava che le lezioni di novembre in Birmania fossero libere o giuste. Alcuni governi sono inclini a permettere pratiche elettorali relativamente scorrette. Molti  in Birmania speravano, dicendo che qualche cosa è meglio di niente. I partiti politici che hanno partecipato alle elezioni si attendevano che si giocasse corretto. I votanti pensavano che i loro voti sarebbero stati contati giustamente. I candidati non della giunta volevano affidarsi al verdetto della gente. Tutte le attese si sono rivelate sbagliate.

La partita è stata falsata dall’arbitro e dai guardialinee. La Commissione dell’unione elettorale ha accuratamente preparato e sistemato tutto affinché fosse pronto in caso di emergenza. L’arma più efficace ampiamente usata è stato il “voto in anticipo”. I funzionari di governo sono stati istruiti a votare davanti ai propri superiori. Gli abitanti dei villaggi dovevano votare di fronte al capo del villaggio. I soldati e le loro famiglie dovevano votare davanti ai loro comandanti. E quando i voti in anticipo sono stati contati il 7 novembre, si è trovato che erano sufficienti.

C’erano numerosi candidati pieni di gioia, quella sera, quando hanno visto che i voti li facevano vincere, Ma è durato solo un paio d’ore, e i funzionari di alto livello della commissione elettorale si sono dati da fare per portare sacchi pieni dei cosiddetti “voti in anticipo”, segnati da una sola penna. Arrivavano con il numero necessario di voti, 100, o 1000 o 10mila. Così il cosiddetto annuncio ufficiale ha rovesciato tutto. Tutto va al Partito dell’unione, della solidarietà e dello sviluppo, (Usdp) che si assicura non meno dell’80 per cento dei tre gradi parlamentari.

I due maggiori partiti pro-democrazia, la Forza nazionale democratica (Ndf) e il partito democratico (Myanmar) hanno perso. U Khin Maung Swe, leader del più grande partito di opposizione, ha detto: “Abbiamo perso la testa, all’inizio, ma l’Usdp in seguito è cresciuto con i cosiddetti voti in anticipo e ha cambiato i risultati completamente, così abbiamo perso”. U Thu Wai, presidente del Partito democratico, ha vinto in 29 su 30 seggi, ma alla fine è stato dichiarato perdente.

Il giornale dello Stato la “Nuova luce del Myanmar” ha scritto che l’Usdp ha vinto 91 seggi, il PaO ha vinto 11 seggi, il Taaung Palaung 12 seggi, il Kayn e il Partito di unità nazione due seggi ciascuno e il Wa partito democratico ha vinto 4 seggi. Il 7 novembre 2010 non può essere paragonato al 27 maggio del 1990 quando il popolo ha dato un successo travolgente alla Lega nazionale per la democrazia (Nld). Questa volta la gente ha visto uno spettacolo di prestidigitazione. Il leone, simbolo dell’Usdp, è venuto fuori dal cappello del mago.

Può essere che nelle aree etniche ci siano vincitori non della giunta, ma possono solo sedere nelle assemblee regionali sotto i Capi nominati dal governo. Mentre la gente e i partiti politici si occupavano della commissione elettorale, la gente al confine con la Thailandia stava scappando dalla battaglia fra l’esercito birmano e l’Esercito democratico buddista Karen (Dkba) a Myawaddy e al passo delle Tre Pagode. Il leader del Dkba conosciuto come “Sig. Baffo” ha detto che stanno combattendo per esprimere disapprovazione per le elezioni ingiuste, e ha ripetuto che Aung San Suu Kyi è il leader nazionale della Birmania.

Sembra una tradizione dell’India come della Birmania che l’ospite non debba dire nulla che non piaccia all’anfitrione. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama invece ha seguito il costume americano e ha parlato della Birmania nella sessione congiunta del Parlamento della più popolosa democrazia del globo. Ha detto: “Di fronte a così grandi violazioni dei diritti umani, è responsabilità della comunità internazionale e specialmente di paesi leader come India e Stati Uniti di condannarle”. Ha continuato dicendo che parlare a nome di coloro che non possono farlo non è interferenza negli affari interni di altri Paesi. Non è una violazione della sovranità nazionale. E’ restare fedeli ai principi democratici. Così queste notizie danno il benvenuto al Presidente birmano appena eletto e al nuovo parlamento in Birmania.

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