02/07/2026, 11.21
PAKISTAN
Invia ad un amico

Lahore: cristiano accusato di blasfemia morto durante custodia cautelare

di Shafique Khokhar

Amir Peter, 60 anni, era stato arrestato il 19 luglio 2025 dopo il litigio con un commerciante musulmano che l'ha accusato per ritorsione. È deceduto in ospedale per gravi complicazioni mediche. P. Henry Paul, fratello della vittima: accusa falsa, soffriva di demenza in stadio avanzato. L'organizzazione Christians’ True Spirit aveva chiesto il rilascio per motivi di salute. 

Lahore (AsiaNews) - Amir Peter, cristiano di 60 anni, è morto ieri in ospedale mentre si trovava in custodia cautelare, a seguito di gravi complicazioni mediche. Peter era accusato di blasfemia in Pakistan.

P. Henry Paul, parroco della chiesa di San Francesco a Kot Lakhpat, Lahore, e fratello minore di Amir Peter, ha dichiarato che Peter si era ritirato quattro anni fa da un incarico di basso livello presso un istituto superiore statale. Secondo Paul, Amir Peter è stato arrestato il 19 luglio 2025 in seguito a una lite con un negoziante musulmano. 

Il negoziante avrebbe accusato Peter di aver violato la Sezione 295-C della legge pakistana sulla blasfemia per ritorsione, dopo che Peter si era lamentato di aver pagato un prezzo eccessivo. La Sezione 295-C criminalizza le osservazioni denigratorie nei confronti del profeta Maometto e prevede la pena di morte obbligatoria in caso di condanna.

P. Henry Paul ha riferito che suo fratello soffriva di demenza in stadio avanzato e che le sue condizioni sono peggiorate durante la detenzione. Durante le visite dei familiari, Peter avrebbe raccontato loro di essere stato picchiato dagli agenti di polizia e sottoposto a pressioni affinché confessasse un reato che sosteneva di non aver commesso.

Una commissione medica del Punjab Institute of Mental Health (Pimh) ha successivamente stabilito che Peter non era mentalmente idoneo a sostenere un processo. Sulla base di questa valutazione, gli avvocati dell’organizzazione Christians’ True Spirit (Cts) hanno presentato un’istanza di libertà provvisoria su base medica dopo l’arresto dinanzi a un tribunale di prima istanza presieduto dal giudice Saad Salman Khan. 

Katherine Sapna, direttrice esecutiva di Christians’ True Spirit (CTS), ha dichiarato che Peter, residente a Nishat Colony, Lahore, era stato trasferito dal carcere distrettuale di Lahore al Punjab Institute of Mental Health (Pimh) dopo che le sue condizioni fisiche e mentali erano peggiorate durante la detenzione.

Parlando del caso, Sapna ha dichiarato: “In un’udienza del 29 giugno, il giudice ha ordinato che il medico del Pimh che aveva visitato Peter comparisse come testimone in aula alla prossima udienza. È straziante che, nonostante tutti i nostri sforzi, sia andato incontro al Signore prima che potessimo garantirgli la libertà da questa falsa accusa”. Ha inoltre affermato che le autorità carcerarie non hanno fornito a Peter un’assistenza medica adeguata nonostante il peggioramento delle condizioni.

Secondo la CTS, l’organizzazione aveva fornito assistenza legale a Peter e ne aveva chiesto il rilascio per motivi medici, sostenendo che il deterioramento della sua salute giustificasse la concessione della libertà provvisoria dopo l’arresto. Tuttavia, è deceduto prima che il tribunale potesse pronunciarsi sulla richiesta.

In una dichiarazione rilasciata dopo la morte di Peter, la CTS ha affermato che egli non aveva ricevuto le cure mediche urgenti richieste dalle sue condizioni. L’organizzazione ha dichiarato che la sua morte solleva gravi preoccupazioni riguardo al trattamento delle persone detenute con vulnerabilità, e al presunto abuso delle leggi pakistane sulla blasfemia. 

P. Shahzad Arshad, direttore della Commissione cattolica per la giustizia e la pace dell’arcidiocesi di Karachi, ha espresso le sue condoglianze a p. Henry Paul e alla famiglia in lutto. Ha inoltre esortato le autorità a condurre un’indagine trasparente sulle circostanze relative alla morte di Amir Peter e ha sollecitato il governo ad adottare misure volte a prevenire incidenti simili in futuro.

L’avvocato Nadeem Hassan, legale di riferimento dell’organizzazione Christians’ True Spirit (CTS), ha assicurato alla famiglia in lutto il continuo sostegno legale e morale dell’organizzazione. “Abbiamo presentato diverse istanze a nome della famiglia dopo aver constatato che Amir era mentalmente instabile”, ha affermato. “Sebbene le prime perizie mediche carcerarie indicassero che fosse fisicamente idoneo, i medici hanno successivamente concluso che fosse mentalmente non idoneo a sostenere un processo. In tali circostanze, avrebbe dovuto ottenere la libertà provvisoria o essere rilasciato. Invece, abbiamo ricevuto la notizia scioccante che Amir Peter era deceduto”. 

Le circostanze relative alla morte di Peter potrebbero intensificare le richieste da parte dei difensori dei diritti umani e delle organizzazioni a protezione delle minoranze religiose per maggiori garanzie a tutela delle persone detenute con gravi condizioni mediche. E per un’indagine trasparente sul trattamento che gli è stato riservato durante la detenzione. 

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Assolto cristiano accusato falsamente di blasfemia. 'Promemoria degli abusi'
16/06/2025 11:47
Sahiwal, cristiano con disturbi mentali accusato di blasfemia
30/01/2025 12:22
Singapore: in arrivo 900 ambulatori dedicati alla salute mentale
10/02/2024 10:45
15 anni fa l'assassinio di Bhatti. Incompiuta la sua idea di un Pakistan inclusivo
02/03/2026 12:16
'Ci diffama all'Onu'. Governo di Islamabad contro ong che difende libertà religiosa
23/08/2022 12:30


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”