Le vie illegali dell'oro siberiano
Alla frontiera con la Cina cresce il contrabbando dell'oro come forma di guadagno in una delle zone più povere della Federazione russa. Nella Repubblica popolare non servono licenze: qualsiasi cittadino può vendere alle banche in qualsiasi forma il materiale estratto, che viene pagato più del doppio rispetto alla quotazione di Mosca. Decine i "carichi" scoperti alla frontiera, ma il più delle volte il tutto si risolve con una multa.
Mosca (AsiaNews) - Cresce velocemente negli ultimi tempi nelle regioni siberiane il contrabbando di oro, per lo più re-importato dalla Cina, dove non è proibito il libero mercato dei lingotti, a differenza della Russia. L’agenzia di informazione Ljudi Bajkala, “Uomini del Bajkal”, ha pubblicato un ampio materiale su come gli abitanti della regione del Zabajkal, intorno al più grande lago della Siberia, non temono di rischiare lunghe condanne con la ricerca illegale dell’oro nella zona, tentando di esportarlo all’estero, per riuscire a guadagnare qualcosa in una delle zone più povere in tutta la Federazione russa.
Il primo trasgressore conosciuto fu l’aiuto-macchinista Aleksandr Konygin, a settembre 2020, che doveva dirigersi in Cina con un treno carico di carbone, attraverso il posto di frontiera del Zabajkal. Due giorni prima della partenza, l’amico Artur Gasparyan gli scrisse su WhatsApp, proponendo un compenso di 300mila rubli (tremila euro) per portare in Cina 36 chili d’oro in 102 lingotti. Anche l’amico era soltanto un mediatore, che era al servizio di un cinese chiamato Jura, che prometteva 500mila rubli. Non era la prima volta che quest’ultimo lavorava nel campo del trasporto illegale dell’oro, e fu preso dalla polizia, ma non tradì "l'amico Jura”, garantendosi la fiducia dei committenti.
Nel 2020 la frontiera con la Cina era chiusa per turisti e viaggiatori a causa del coronavirus, ma il traffico non poteva interrompersi, e Konygin venne nuovamente chiamato a servizio insieme al capo macchinista, Aleksej Sanin, che aveva un gran bisogno di guadagni extra. Una volta arrivati in Manciuria, si sarebbero divisi i 300mila euro promessi. Gasparyan riuscì a metterli in contatto con un’altra amica cinese di nome Žanna, e i due nascosero l’oro nel condizionatore della cabina e nel ripostiglio dei macchinisti. Alla frontiera furono però scoperti grazie al sistema Jantar che coglie le radiazioni gamma dei neutroni nel carico, e i due furono costretti ad ammettere di trasportare l’oro, davanti ai funzionari dell’Fsb, prendendosi una condanna a 6 anni di lager, ma senza tradire “Jura” e “Žanna”.
La regione del Zabajkal rimane una tra quelle leader nella raccolta illegale di oro in Russia, e secondo le autorità locali nel 2023 sono state estratte 39 tonnellate al di fuori di ogni regola. La cittadina di Zabajkalsk, al confine con la Manciuria, non supera i 13mila abitanti, ed è nota per il grande mercato di ogni genere di articoli, con alcuni alberghi, un asilo e un ospedale, tutto impostato sui rapporti di frontiera. La struttura più importante è il terminal ferroviario, attraverso il quale viene trasportato soprattutto il grano russo in Cina dopo l’inizio della guerra in Ucraina, e le autorità del posto parlano continuamente dello sviluppo del commercio con i cinesi.
Il commercio dell’oro è permesso soltanto per le compagnie dotate di licenza, che sono tenute a inviare il materiale estratto alle raffinerie dove l'oro viene separato dalle impurità per produrre metallo di alta qualità, e solo allora si può vendere anche all’estero. In Cina invece ogni cittadino può vendere l’oro alle banche in qualunque forma, secondo il corso della Borsa di Londra. I russi lo vendono a 2mila rubli al grammo, mentre in Cina costa già più di 4mila rubli, come ha spiegato in tribunale Artur Gasparyan. Il prezzo sulle borse continua a salire, e quest’anno ha superato gli 8mila euro al grammo, attirando molti nuovi affaristi temerari; negli ultimi anni i casi di contrabbando scoperti dalla polizia di frontiera e dai servizi dell’Fsb a Zabajkalsk sono rilevati a decine, ma il più delle volte tutto si risolve con qualche multa.
I russi e i cinesi coinvolti spesso cercano di incaricare del trasporto qualche cittadino della Buriazia, sperando che dia meno nell’occhio, con carichi che partono da Ulan-Ude sulle macchine private, in uno schema di contrabbando per lo più organizzato da cittadini cinesi che usano falsi nomi russi. Ad essi si associano diversi russi del Zabajkal, che quando vengono arrestati si lamentano in tribunale dei “problemi finanziari”, in una delle zone più depresse economicamente insieme alla confinante Buriazia, alla repubblica di Tuva e alla provincia autonoma Ebraica, dove la qualità della vita tende continuamente a scendere, sognando l’oro come via d’uscita.
25/10/2019 08:02