12/12/2018, 11.46
CANADA – CINA
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Libera su cauzione la Meng, arrestato ex diplomatico canadese a Pechino

La “numero 2” di Huawei ha pagato una cauzione di 7,5 milioni di dollari ed è stata rilasciata. Dovrà vivere a Vancouver con un braccialetto GPS fino al processo. Michael Kovrig, ex esponente del governo canadese, fermato in Cina e al momento “non si hanno sue notizie”. Il Wto avverte: “La guerra dei dazi non si limita a Pechino e Washington, rischiamo il crollo”.

Vancouver (AsiaNews/Agenzie) – Applausi “liberatori”, lacrime e commozione fra i cinesi presenti in un’aula del tribunale di Vancouver dove questa mattina si è decisa la liberazione su cauzione di Sabrina Meng Wanzhou. La donna, “numero 2” del colosso informatico Huawei, era stata arrestata il 1° dicembre con l’accusa di aver concluso affari con l'Iran aggirando l'embargo americano. Vi era inoltre la minaccia di essere estradata negli Stati Uniti per essere giudicata lì.

Il giudice William Ehrcke ha stabilito la cauzione in 10 milioni di dollari canadesi (circa 7,5 milioni di dollari americani) e ha ordinato che la Meng indossi un braccialetto GPS per essere sempre individuata. Le è stato intimato di “non avvicinarsi” all’aeroporto cittadino. Il marito Liu Xiaozong ha accolto la sentenza agitando il pugno in aria, anche se la casa di proprietà della coppia in Canada è finita nel pacchetto-cauzione della donna. Molti i sostenitori cinesi della Meng che hanno offerto denaro o proprietà immobiliari per liberarla.

Il giudice ha fissato per il 6 febbraio 2019 l’udienza per l’estradizione. Pechino ha invitato sia Ottawa che Washington a chiarire immediatamente i motivi della detenzione di Meng, mentre l'ambasciata cinese in Canada ha descritto le azioni come “una grave violazione dei diritti umani” dell’arrestata.

Poche ore prima dell’udienza, l’ex diplomatico canadese Michael Kovrig – oggi consulente dell’International Crisis Group e residente in Cina – è sparito da Pechino. Secondo il gruppo, che ha emesso un comunicato, “Michael è stato arrestato nella notte fra lunedì e martedì da agenti dell’Ufficio per la sicurezza statale di Pechino”. Arrivata nove giorni dopo l’arresto di Sabrina Meng, questa detenzione sembra essere una risposta muscolare del regime cinese al fermo della dirigente cinese in Canada.

Questo scambio di arresti rischia di fomentare la spaccatura fra la Cina e il blocco Stati Uniti-Canada, in parte allineati anche nell’imporre sanzioni economiche ai prodotti “made in China”. Proprio la guerra dei dazi preoccupa l’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto), che in una nota sottolinea: “I membri del gruppo hanno applicato – nell’anno fiscale che si è chiuso in ottobre – 137 nuove misure che restringono il commercio. Prima erano 108”.

Il costo totale di questi dazi e balzelli imposti al libero scambio delle merci si attesta intorno ai 588 miliardi di dollari, quasi sette volte in più rispetto a un anno fa. Per Roberto Azevedo, direttore generale Wto, “la proliferazione di questo genere di misure e l’incertezza che creano riguardo allo sviluppo globale potrebbero davvero mettere in pericolo la ripresa economica comune”.

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