24/04/2009, 00.00
ISRAELE
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Lo Yad Vashem licenzia una guida che paragona Olocausto e nascita di Israele

L’uomo è accusato di aver ricordato che la guerra per la nascita dello Stato ebraico per i palestinesi è la Nakba “la catastrofe”, violando in tal modo la regola che vieta ai dipendendti di esprimere posizioni politiche.
Gerusalemme (AsiaNews) – Il Memoriale di Yad Vashem ha licenziato una delle sue guide, accusandola di aver espresso “posizioni politiche”, contraddicendo in tal modo a una regola dell’istituzione.
 
Itamar Shapira, 29 anni, di Gerusalemme, fa parte di un gruppo israelo-palestinese di riconcilicazione tra ex-combattenti. Da tre anni e mezzo lavorava nel museo dell’Olocausto. Il motivo del licenziamento è stato indicato nel fatto che, guidando la visita di un gruppo di giovani ebrei, ha parlato del massacro di Deir Yassin, villaggio palestinese ora inglobato nella città, avvenuto nel 1948, durante la lotta per la nascita dello Stato di Israele. “Lo Yad Vashem - ha spiegato l’uomo in un’intervista a Haaretz – parla dell’arrivo dei sopravvissuti all’Olocausto in Israele e della creazione di un rifugio per gli ebrei di tutto il mondo. Io ho detto che c’erano persone che vivevano in questa terra e ho evidenziato che ci sono stati altri traumi che hanno colpito altre nazioni”.
 
Estee Yaari, una portavoce del Memoriale, ha spiegato alla BBC che Shapira ha violato una espressa proibizione: il divieto ai dipendenti di esprimere posizioni politiche. “Lo Yad Vashem – ha detto – è una organizzazione apolitica e si assicura che il lavoro professionale del ricordo e della commemorazione dell’Olocausto sia separata da ogni questione politica”.
 
In una discussione con i dirigenti dell’Istituto, Shapira si è rifiutato di modificare il proprio atteggiamento, di qui la decisione di licenziarlo.
 
Dal canto suo, Shapira accusa il Museo di esaminare solo alcuni degli eventi che sono accaduti nel corso della guerra per la nascita di Israele. “E’ ipocrita – ha detto ancora a Haaretz – io ho solo cercato di esporre ai visitatori i fatti, non conclusioni politiche. Se Yad Vashem sceglie di ignorare i fatti, per esempio il massacro di Dir Yassim, o la Nakba (“la catastrofe”, come il palestinesi chiamano ciò che accadde nel 1948, ossia la nascita di Israele), ciò significa che hanno paura di qualcosa e che il loro approccio storico è viziato”.
 
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