24/08/2021, 11.29
INDIA
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Madhya Pradesh: 11 cristiani aggrediti per la loro fede (VIDEO)

di Nirmala Carvalho

Il capo villaggio ha guidato una folla di 250 persone contro dei cristiani che si sono rifiutati di abbandonare la loro fede in Cristo. Durante un incontro di preghiera dei nazionalisti indù hanno fatto irruzione e accusato il pastore pentecostale di fare attività di conversione. Il Global Council of Indian Christians: 'Siamo cittadini di seconda classe?'

Bhopal (AsiaNews) - Nei giorni scorsi 11 cristiani sono stati attaccati e picchiati. È successo nel villaggio di Adnadhi, nel Madhya Pradesh, e secondo quanto riferito dall’International Christian Concern una folla di circa 250 persone, guidata dal capo villaggio, ha aggredito il gruppo di cristiani perché questi si sono rifiutati di abbandonare la loro fede in Gesù Cristo. Quattro persone hanno riportato gravi lesioni interne e sono state ricoverate. 

In base alle ricostruzioni dei testimoni, il capo villaggio aveva convocato i cristiani in un punto dove la folla che poi si sarebbe scagliata contro di loro si era già radunata. Poi ha dato al gruppo due opzioni: “lasciare Gesù o lasciare il villaggio”. Al rifiuto di abbandonare la loro fede, i cristiani sono stati colpiti anche con delle pietre. Nonostante le successive denunce, la polizia non ha preso provvedimenti contro gli aggressori.

“Il Global Council of Indian Christians condanna fermamente questo attacco anti cristiano avvenuto nel 74mo anniversario dell'indipendenza dell'India”, ha dichiarato il presidente del Gcic, Sajan K. George. “Ci rattrista che i cristiani siano presi di mira per la loro fede. Siamo cittadini di seconda classe? La Costituzione garantisce la libertà religiosa. Come è possibile che una minoranza del 2,5% sia una minaccia?” 

Nel villaggio di Adnadhi vivono 15 famiglie che hanno aderito al cristianesimo circa 20 anni fa. Sebbene al tempo ci fosse stata una certa opposizione alla loro conversione, il recente attacco è arrivato del tutto inaspettato e ha lasciato le famiglie distrutte, hanno raccontato i residenti locali ad AsiaNews.

“Siamo molestati, intimiditi e soggetti a minacce e violenza. È una vergogna, una disgrazia e una violazione dei diritti umani dei cristiani”, ha continuato Sajan K. George, che ha poi condiviso un video in cui si vedono dei militanti di estrema destra fare irruzione in una casa cristiana durante un incontro di preghiera. Gli aggressori chiedono ai partecipanti i loro nomi. Siccome sono nomi “indiani”, i nazionalisti indù accusano il pastore pentecostale che sta tenendo l'incontro di fare attività di conversione.

“Questi estremisti usano la legge anti conversione per infastidire soprattutto la comunità pentecostale che da sempre si riunisce in case-chiesa”, ha commentato il presidente del Gcic. “In India si tengono grandi eventi come il Kumbh Mela [pellegrinaggio indù ai fiumi sacri durante il quale si svolgono abluzioni rituali], ma una piccola congregazione di credenti che si riunisce in una casa per la preghiera cristiana viene minacciata e fermata”.

 

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