24/03/2026, 10.49
INDIA
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Manipur, primo dialogo dopo tre anni di violenze: governo incontra i Kuki-Zo

di Nirmala Carvalho

Nei giorni scorsi il governo locale guidato da Yumnam Khemchand Singh ha incontrato per la prima volta il Consiglio Kuki-Zo, lanciando un appello a “perdonare e dimenticare”. Il confronto segna un primo passo verso la riconciliazione, ma restano tensioni e una profonda diffidenza tra le comunità.

Imphal (AsiaNews) - Dopo quasi tre anni di scontri etnici, nello Stato indiano del Manipur si è aperto uno spiraglio di dialogo. Il 21 marzo il ministro capo, Yumnam Khemchand Singh, ha incontrato i rappresentanti del Consiglio Kuki-Zo nel primo confronto diretto dall’esplosione delle violenze nel maggio 2023.

Durante l’incontro, tenutosi a Guwahati, nello Stato di Assam (sede neutrale scelta per garantire maggiore sicurezza ai leader dell’etnia Kuki-Zo, riluttanti a recarsi nella valle di Imphal a maggioranza Meitei) le parti hanno avviato un primo colloquio che è durato circa un’ora e 45 minuti, secondo quanto riferito dal Consiglio Kuki-Zo.

Il capo del governo locale ha sottolineato la necessità di ricostruire la fiducia tra i gruppi etnici (i Kuki, i Meitei e la minoranza Naga), affermando che “perdonare e dimenticare” è essenziale per ristabilire la normalità nello Stato. Parlando ai media il giorno successivo, ha aggiunto: “Quanto a lungo le forze centrali potranno continuare a proteggere la popolazione? Finché non dimenticheremo e perdoneremo quanto accaduto, non potremo andare avanti”.

Dal canto suo, la delegazione del Consiglio Kuki-Zo ha sollevato una serie di questioni chiave tra cui la necessità di ridurre le tensioni tra le comunità Kuki e Naga, garantire giustizia alle vittime del conflitto e accelerare i negoziati con i gruppi armati che hanno aderito all’accordo di sospensione delle operazioni. Si tratta di un’intesa introdotta per la prima volta nel 2008 e rivista a settembre dello scorso anno e che prevede controlli più stringenti riguardo il possesso e l’utilizzo di armi.

I rappresentanti tribali hanno inoltre insistito sull’importanza di mantenere le cosiddette “zone cuscinetto” nelle aree più sensibili fino al raggiungimento di una soluzione politica. Sebbene il governo neghi l’esistenza formale di tali zone, ha riconosciuto che alcune aree sono soggette a speciali misure di sicurezza.

Nonostante il cauto ottimismo espresso da Singh, che ha definito l’incontro “un inizio positivo”, la situazione sul terreno resta critica. Migliaia di sfollati interni non sono ancora in grado di tornare nei propri villaggi e persistono forti limitazioni agli spostamenti, in particolare lungo l’autostrada Imphal–Kohima.

Le violenze erano esplose nel maggio 2023 dopo una decisione giudiziaria che apriva alla possibilità di riconoscere lo status di “Scheduled Tribe” alla comunità maggioritaria dei Meitei, scatenando la protesta dei gruppi tribali Kuki-Zo, che temono ripercussioni sui loro diritti alla terra, sull’accesso alle risorse e in generale sugli equilibri demografici.

Anche le reazioni sono state contrastanti. Alcuni gruppi, come il Kuki Inpi Manipur, tra i principali organismi di rappresentanza della comunità, hanno definito il dialogo un “teatro politico”, accusando il governo di voler evitare responsabilità per “le azioni genocidarie e le persecuzioni” condotte negli ultimi anni. Critiche che si inseriscono in un clima di diffidenza, aggravato dal fatto che solo nel 2024 le stesse autorità avevano definito il Consiglio Kuki-Zo un’entità “inesistente”.

Tuttavia, la delegazione del Consiglio Kuki-Zo ha riferito, nella sua dichiarazione, che “il ministro capo ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa del Consiglio Kuki-Zo e per la nostra decisione coraggiosa di dialogare con lui in questo periodo difficile”

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