12/09/2005, 00.00
COREA DEL SUD
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Missioni in tutta l'Asia per la neonata provincia gesuita sudcoreana

Seoul (AsiaNews/Ucan) – I gesuiti della Corea del Sud si preparano ad accrescere la presenza di loro missionari negli altri Paesi asiatici. Padre Matthias Chae Joon-ho durante le celebrazioni per i 50 anni di presenza della comunità gesuita in Corea ha infatti dichiarato l'intenzione di aumentare del 25% la presenza dei suoi missionari in Asia. Padre Chae era il responsabile dell'organizzazione gesuita sudcoreana prima del passaggio da regione indipendente a provincia annunciato il primo settembre dal superiore generale dei gesuiti, padre Peter-Hans Kolvenbach. La nuova provincia sarebbe composta da 90 sacerdoti, 3 fratelli e 53 novizi.

Focalizzarsi sulle missioni estere è una delle richieste di padre Kolvenbach. Padre Chae ha spiegato che il superiore "ci ha chiesto di mandare caritatevolmente i nostri uomini in altri Paesi, specialmente dell'Asia, per promuovere la giustizia del Vangelo nel rispetto delle altre culture e delle altre credenze, per percepire e rispondere ai bisogni spirituali e sociali che affrontiamo anche in Corea". I gesuiti coreani hanno già mandato due missionari in Cambogia, Cina, Giappone e Taiwan, e uno in Myanmar, Filippine e Thailandia.

 "Il compito principale dei gesuiti - ha dichiarato il vice capo della provincia coreana – è l'apostolato della parola, come la preghiera e il catechismo". Ha poi spiegato che siccome i gesuiti in corea hanno puntato soprattutto sulla formazione intellettuale, la nuova provincia cercherà di completare altri elementi.

La presenza dei gesuiti in Corea è nata nel 1955 come una missione, o regione dipendente, della provincia statunitense del Wisconsin, come risposta alla richiesta della Chiesa coreana di un punto d'appoggio per la formazione spirituale dei giovani. Nel 1960 i gesuiti hanno fondato il College Sogang a Seoul, che è diventato università nel 1970. In aprile l'università di Sogang vantava 12 mila studenti.

Nel 1985 padre Kolvenbach aveva elevato la missione coreana al grado di regione indipendente all'interno dell'East-Asian Assistancy, che copriva Cina, Giappone, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine e Vietnam. Come evidenzia padre McIntosh, una provincia ed una regione indipendente sono la stessa cosa in termini di appartenenza, finanza, e supervisione del lavoro apostolico. "L'unica differenza – ha detto – è che la provincia invia di diritto un delegato alla congregazione generale, mentre una regione indipendente manda un delegato solo su invito del superiore generale o del suo vicario".

Lo scorso novembre i gesuiti coreani hanno iniziato la commemorazione del 50°. Durante la celebrazione nove gesuiti coreani hanno professato voti perpetui. Alla fine della messa l'arcivescovo di Kwanju Andrew Choi Chang-mou ha sottolineato l'importante contributo dei gesuiti, citando fra l'altro il ruolo ricoperto nell'educazione superiore e nella crescita spirituale del clero. L'arcivescovo di Seoul, Nicholas Cheong Jin-suk, durante l'omelia ha sottolineato l'importanza della missione apostolica dei gesuiti.  Il cardinale Kim, evidenziando la rapida crescita degli ultimi 50 anni ha detto: "È raro che nove persone professino simultaneamente i loro voti perpetui in una provincia gesuita".

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