16/03/2026, 11.38
MYANMAR
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Myanmar, 160 anni di missione delle Suore del Buon Pastore tra poveri e sfollati

di Santosh Digal

Arrivarono in Birmania nel 1865, con una presenza costante a servizio di persone con vulnerabilità. Attive in nove comunità, offrono istruzione, assistenza sanitaria e sostegno a donne vittime di violenza, tratta e povertà, nel Paese segnato da instabilità politica e guerra. Card. Charles Maung Bo: "Testimonianza di amore che non conosce limiti". 

Yangon (AsiaNews) - Da 160 anni le Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore operano in Myanmar al servizio delle persone povere e bisognose, con dedizione e compassione. Dal 1865, la loro missione - che abbraccia l’istruzione, l’assistenza sanitaria, l’opera missionaria, i servizi sociali e la pastorale - è una testimonianza vivente e feconda del Vangelo.

Oggi, oltre 50 suore operano in nove comunità presenti nello Stato Kachin, nello Stato Shan orientale, nello Stato Kayah, nella Divisione di Mandalay, nella Divisione di Bago e nella Divisione di Yangon. Le suore offrono alle giovani donne istruzione e formazione professionale. Lavorano nel settore sanitario e aiutano i bambini sieropositivi e i figli di genitori affetti da HIV, o tossicodipendenti. Inoltre, dedite anche alla protezione dell’infanzia, si occupano di prevenzione della violenza di genere.

Si prendendo cura delle donne a rischio di tratta di esseri umani e dei bambini di strada. Sono attivamente coinvolte nella pastorale carceraria, nell’assistenza sociale e in programmi di advocacy incentrati sui diritti umani e la dignità, l’uguaglianza di genere, le questioni pro-vita, la sostenibilità ambientale, la giustizia e la pace. In Myanmar promuovono il dialogo interreligioso, specialmente con i buddisti, la maggioranza nel Paese, per promuovere la comprensione e la cooperazione su questioni sociali che riguardano le popolazioni e le comunità vulnerabili.

Uno dei loro centri si trova a Myit Nge, Myanmar centrale, dove le suore si prendono cura di circa 40 bambini e bambine provenienti da zone di conflitto. Vi operano quattro insegnanti retribuiti e due religiose. Il centro, conosciuto come “Kalay Saunt Shout Yae Gayhar” (spazio a misura di bambino), è stato fondato nel 2021 per assistere studenti colpiti dalla pandemia di Covid-19 e dal conflitto politico seguito al colpo di Stato militare del 2021.

A causa di tali situazioni, l’istruzione di molti giovani ne ha risentito. Le suore li aiutano a proseguire la loro formazione e a costruire il loro futuro tra molte sfide. Sr. Amy Martina, direttrice del centro, ha spiegato che i genitori dei bambini sono poveri e sono profondamente colpiti dall’attuale tragica situazione del Paese.

Invece, a Loikaw, area attualmente colpita dal conflitto in Myanmar, le Suore del Buon Pastore assistono le persone sfollate provenienti da vari villaggi, fuggite a causa delle violenze in corso. Le famiglie a Loikaw vivono in alloggi di fortuna a causa dell’instabilità che si trascina da tempo, riferisce sr. Florence, che lavora in un rifugio per donne e ragazze vittime di violenza domestica.

La popolazione di Loikaw vive in condizioni precarie, senza assistenza sanitaria d’emergenza né possibilità di sostentamento, mentre i combattimenti tra la Forza di Difesa Popolare (PDF) e l’esercito nazionale continuano con scontri a fuoco e bombardamenti prolungati intorno alla città. Anche nella zona di Daw U Khu le suore aiutano le famiglie sfollate nei monasteri buddisti.

A Mandalay, ex capitale reale del Myanmar, le suore gestiscono il “Rose Virginie Empowerment Center for Young Women”, dove offrono alle donne corsi di formazione professionale per garantire loro un sostentamento e un futuro. Il centro è pensato per aiutare le donne vittime di abusi o della tratta di esseri umani. L’obiettivo del centro è aiutare le donne a guadagnarsi da vivere e a condurre una vita dignitosa, ha affermato sr. Chaw Su Aung, coordinatrice.

Il centro offre corsi di contabilità, informatica e cucina. Insegnando la gestione del tempo, l’autocontrollo; così come la consapevolezza su temi quali la tratta di esseri umani, i diritti delle donne e lo sfruttamento. Dopo aver completato il corso, donne e ragazze vengono impiegate in ambienti sicuri e adeguati. Ci sono circa 50 donne di fede cattolica, battista, buddista e musulmana, provenienti da zone dilaniate dai conflitti come lo Stato Kachin e altre roccaforti etniche, tra cui gli Stati Kayah, Chin e Karen.

Le Suore del Buon Pastore in Myanmar hanno celebrato 160 anni di presenza il 12 marzo 2026. Il card. Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon, ha officiato la messa di ringraziamento. Nell’omelia, il porporato ha ringraziato Dio e le suore per il loro servizio al Paese, in mezzo a difficili sfide. “Il loro percorso è testimonianza di un amore che non conosce limiti e di una missione che continua a prosperare”, ha detto. “Possa lo spirito del Buon Pastore continuare a guidare i loro passi per molti anni a venire”.

“La giornata di oggi segna una pietra miliare fondamentale per la comunità cattolica e il popolo del Myanmar. Ci siamo riuniti in preghiera e gioia per la Santa Messa di ringraziamento, celebrando il 160esimo anniversario dell’arrivo delle Suore del Buon Pastore nel nostro amato Paese», ha detto sr. Rebecca Kay Thi Oo, responsabile dell’Unità del Buon Pastore dell’Asia Orientale, che comprende oltre al Myanmar, Thailandia, Cambogia e Vietnam.

La responsabile ha inoltre espresso il suo grato omaggio alle pioniere e alle consorelle che sono succedute, servendo coraggiosamente le persone con amore e dedizione. “Questi 160 anni sono un punto di riferimento per tutti noi per rinnovare il nostro impegno verso Dio, mentre continuiamo la nostra missione di giustizia, misericordia, rispetto, dignità umana e riconciliazione per creare una società migliore”, ha detto sr. Rebecca Kay Thi Ooca. 

Da quando le Suore del Buon Pastore hanno messo piede per la prima volta in Myanmar nel 1866, sono state un simbolo di speranza, compassione e servizio incondizionato. Per 16 decenni hanno camminato al fianco delle persone marginalizzate, offrendo emancipazione a donne e ragazze, istruzione di qualità, sviluppo olistico alle persone giovani, conforto e protezione alle vulnerabili, come un riferimento spirituale radicato nel cuore del Buon Pastore.

Nel 1835, ad Angers, in Francia, santa Maria di Sant’Eufrasia Pelletier (1796-1868) fondò la Congregazione, approvata dallo stesso anno da papa Gregorio XVI. Fu il vescovo Paul Ambrose Bigandet, primo vicario apostolico nella Bassa Birmania, a chiedere alle suore di recarvisi. Dopo l’arrivo nel 1866, dovettero affrontare sfide enormi poste da numerose tribù etniche e da altre popolazioni: povertà, guerre civili tra gruppi etnici, analfabetismo e corruzione, oltre a disastri naturali quali siccità e inondazioni. Inoltre, il Paese era privo di tecniche agricole avanzate e disponeva di sistemi di comunicazione e trasporti inadeguati.

Negli anni ‘60, il Paese abbracciò il socialismo birmano e una campagna di nazionalizzazione, che aprì la strada a una tendenza anti-occidentale, che incluse la xenofobia, e represse missionari e missionarie. Queste misure colpirono duramente l'economia del Paese e aggravarono la povertà. Nel 1973, alcune Suore del Buon Pastore tornarono nel Paese per riavviare la missione, insegnando il catechismo e la lingua inglese nei seminari. Da allora, hanno continuato la loro opera pastorale in diverse diocesi, fino ai giorni nostri.

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