05/01/2009, 00.00
INDIA – PAKISTAN
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New Delhi consegna al Pakistan le prove sugli autori della strage di Mumbai

Dalla documentazione emerge il coinvolgimento del gruppo militante pakistano Lashkar-e-Taiba, mandante ed esecutore dell’attacco. Parte delle prove sono emerse dagli interrogatori dell’unico terrorista sopravvissuto. Islamabad, che ha sempre respinto ogni addebito, conferma di aver ricevuto il documento.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Il governo indiano ha fornito le prove del coinvolgimento di “elementi” pakistani negli attentati del 26 novembre scorso a Mumbai. Lo rivela oggi Pranab Mukherjee, ministro indiano degli Esteri, che riferisce di un dossier consegnato al governo di Islamabad all’interno del quale vi sono “riscontri attendibili sulle responsabilità del gruppo militante Lashkar-e-Taiba (Let)”.

La strage ha causato la morte di almeno 173 persone ed è stata definita un “crimine imperdonabile” dal ministro Mukherjee, secondo il quale il Pakistan deve “agire in base ai riscontri forniti” e applicare gli accordi bilaterali sanciti in tema di sicurezza con l’India. Il governo di New Delhi ha subito puntato l’indice contro i gruppi militanti pakistani, ritenuti i mandanti e gli esecutori dell’attentato del 26 novembre; Islamabad conferma di aver ricevuto il dossier, consegnato all’Alto commissario pakistano a New Delhi, e ne sta verificando i contenuti.  

La documentazione consegnata al governo pakistano, riferisce Pranab Mukherjee, sarà a disposizione anche della comunità internazionale. Parte delle prove sono emerse durante gli “interrogatori di Mohammad Ajmal Qasab”, l’unico attentatore sopravvissuto alla strage; esse riguardano “contatti fra i terroristi e alcuni elementi in territorio pakistano durante le fasi della strage, tracce lasciate dai telefoni satellitari e dai Gps, armi ed equipaggiamenti”.

Il mese scorso Pranab Mukherjee aveva definito i gruppi militanti pakistani “la più grande minaccia per la pace e la sicurezza nel mondo intero” e aveva lanciato pesanti accuse al governo di Islamabad, perché non si sarebbe assunto le “proprie responsabilità” in merito alle stragi. 

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