17/05/2007, 00.00
INDIA
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Nuove violenze anti-cristiane, ma la Chiesa cresce e non ha paura

Nuovi attacchi colpiscono i cristiani nel Jharkhand: picchiato a sangue un sacerdote cattolico ora fuori pericolo. Per il presidente della Conferenza dei vescovi “vogliono fermare la crescita della Chiesa nel Paese, ma ora siamo più forti e uniti che mai”.

Ranchi (AsiaNews) –  “La Chiesa indiana è viva ora più che mai e non si farà intimidire da attacchi che mirano solo a fermare la sua crescita e il suo impegno nel sociale”. Ad AsiaNews il card. Telesphore Toppo, presidente della Conferenza episcopale, lancia un messaggio di speranza e coraggio all’indomani di nuovi attacchi diretti contro i cattolici nel Paese: il 14 maggio vicino Ranchi, Jharkhand, p. George Minj è stato vittima d un pestaggio da parte di sconosciuti, forse intenzionati addirittura ad ucciderlo. Insieme a lui c’era anche suor Teresa Kindo: mentre erano su un motorino un gruppo di 5 persone è uscito da una siepe, li ha fatti fermare e ha iniziato a picchiare il sacerdote quasi rompendogli il casco. Il pestaggio si è interrotto con l’arrivo di un’auto che ha messo in fuga i criminale. Anche la suora ha riportato delle ferite. P. George è fuori pericolo, ma è ancora ricoverato sotto osservazione al Rajendra Institute of Medical Science a Ranchi.

P. Telesphore Ekka, sacerdote locale, che aveva incontrato i due sfortunati poco prima, nota che gli aggressori non hanno chiesto nulla a p. George o suor Teresa, “né cellulare, né portafoglio”; forse perché erano “intenzionati ad uccidere”.

Il card. Toppo, anche vescovo di Ranchi, ha condannato l’attacco e chiesto che lo Stato persegua i responsabili di un gesto così “preoccupante”. “Non so dire chi compia questi atti – ammette ad AsiaNews – ma chiunque sia mira a fermare la crescita della Chiesa in India, che invece diventa più forte, più organizzata e non ha alcuna intenzione di interrompere il suo impegno nella società, come ha già fatto e fa per i disastri naturali, la sanità, l’educazione”. Il porporato, in questi giorni a Roma, dichiara che “i cristiani non sono spaventati”, anche se riconosce che bisogna essere prudenti e aver fiducia nelle autorità che abbiamo scelto noi indiani di mettere al governo e con loro trovare una soluzione a queste difficoltà”.

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