Open Doors: 388 milioni di cristiani perseguitati nel mondo. In Asia 2 su 5
Pubblicata la World Watch List 2026. Da 13 a 15 i Paesi con livello "estremo" di oppressione: 9 in Asia e Medio Oriente. Corea del Nord stabile in vetta da 24 anni. Il peggioramento della situazione in Siria dopo la fuga di Assad. Allarme per la sorveglianza statale in Cina, le leggi anti-conversione in India e le violenze in Myanmar.
Roma (AsiaNews) - È implacabile la persecuzione anticristiana nel mondo. L’organizzazione Porte Aperte/Open Doors rilascia oggi il rapporto 2026 sulle ostilità contro le persone cristiane. In 33 anni di ricerca è ancora record in termini assoluti, confermando la tendenza degli ultimi anni. Dall’1 ottobre 2024 al 30 settembre 2025 sono oltre 388 milioni (380 nel 2025) i cristiani che subiscono un alto livello di discriminazione a causa della fede. In Asia colpiti 2 su 5. Salgono da 13 a 15 i Paesi con livello “estremo” di persecuzione. 9 di essi - a occupare i primi posti della World Watch List 2026 - sono in Asia e Medio Oriente; stabile al primo posto la Corea del Nord.
Da oltre tre decenni, l’ong di matrice evangelica che cura progetti di sostegno pratico a cristiani perseguitati in oltre 70 Paesi, si avvale di reti locali, ricercatori e analisti per monitorare le diverse forme di oppressione. Queste, rilevate anche nel nuovo report oggi presentato a Roma, includono uccisioni (aumento da 4476 a 4849 rispetto al 2025), attacchi a chiese e proprietà private (calo da 7679 a 3632), attacchi a case, negozi e attività (da 28368 a 25794). Ma anche detenzioni, condanne e rapimenti. Fino ad abusi mentali e fisici, come percosse e minacce di morte (aumento da 54780 a 67843). E alla costrizione di lasciare la propria casa come sfollati interni o profughi (aumento da 209mila a circa 224mila casi). Il rapporto guarda indistintamente a tutte le denominazioni cristiane.
La dittatura di Pyongyang, con la sua “tolleranza zero per i cristiani”, occupa da 24 anni (unica eccezione il 2022) la vetta della World Watch List, elenco dei peggiori 50 Paesi. Open Doors anche quest’anno conferma “la paranoia dittatoriale del regime contro la comunità cristiana”. Sarebbero tra 50 e 70mila i cristiani rinchiusi in campi di lavori forzati in Corea del Nord; con “abbondanti prove” che raccontano la pratica di “brutali interrogatori” contro fuggitivi rimpatriati dalla Cina. Tutto ciò alimenta il fenomeno della “Chiesa underground o nascosta”, dice il report 2026. Seguono Somalia, Yemen e Sudan. “Nazioni fortemente islamiche”, si sottolinea. Qui, le persecuzioni contro i cristiani sono connesse “a una società islamica tribale, all’estremismo attivo e all’instabilità endemica”. Come in Corea del Nord, la fede cristiana è vissuta in segreto; se scoperti, i cristiani, soprattutto ex musulmani convertiti, rischiano la morte.
Seguono l’Eritrea - definita “Corea del Nord dell’Africa" - e la Siria, schizzata dal 18° al 6° posto in soli 12 mesi. “È la vera sorpresa di quest’anno”, dichiara Open Doors. Sono 27 i cristiani uccisi registrati nel periodo di riferimento. La vita dei cristiani è “cambiata radicalmente” dopo la caduta del regime di Assad, nel dicembre 2024. Il rapporto 2026 ricorda gli attacchi all’arcidiocesi greco-ortodossa di Hama e l’attentato suicida del giugno 2025 che causò 22 morti a Damasco, contro la chiesa greco-ortodossa di Mar Elias, cui si sommano ostilità verso chiese e scuole. Ma la persecuzione arriva anche dal lato istituzionale, con la costituzione provvisoria varata nel marzo 2025 che si ispira alla “giurisprudenza islamica come fonte principale della legislazione”. Sono circa 300mila i cristiani nel Paese di al-Shara; la loro situazione è fortemente segnata dal potere politico “frammentato”.
La Nigeria (7° posto della World Watch List 2026) rimane la nazione dove si uccidono più cristiani al mondo. Dal 2020 ad oggi le vittime sono “oltre 25200”, dice Open Doors. Segue il Pakistan (8°), “stabile nella top 10 da molti anni”, con 24 i cristiani uccisi a causa della loro fede. La Libia occupa il 9° posto. Segue l’Iran, che “vede peggiorare leggermente la situazione” della violenza anticristiana, aggravata dal “conflitto lampo” con Israele nel giugno 2025. All’11° posto vi è l’Afghanistan. Con l’avvento dei Talebani “molti cristiani sono stati uccisi”, si ricorda nel report; la “piccola parte” che rimane vive nascosta, in “clandestinità totale”.
Al 12° posto vi è l’India. “Denunciamo da anni il declino delle libertà fondamentali della minoranza cristiana”, puntualizza Porte Aperte. Da ottobre 2024 a settembre 2025 sono 16 i cristiani uccisi e 192 i “detenuti senza processo, in carcere od ospedali psichiatrici per ragioni legate alle loro fede”. La crescente intolleranza è alimentata dal movimento Hindutva, che “promuove l’idea che tutti gli indiani debbano essere indù, dipingendo i cristiani come traditori”, dice il rapporto. Viene sottolineato che le donne convertite al cristianesimo sono “particolarmente vulnerabili”, vittime di abusi e matrimoni forzati. La situazione è aggravata dalle leggi anti-conversione, in vigore in 12 stati.
Chiudono la lista dei 15 Paesi con livello “estremo” di persecuzione Arabia Saudita (13° posto), Myanmar (14°) e Mali (15°). Riyad è “leggermente in peggioramento”, nonostante “alcuni sviluppi positivi nella libertà religiosa”, come la tolleranza verso le decorazioni natalizie in alcune città. Permangono “restrizioni significative” e si registrano “deportazioni di cristiani stranieri”. La situazione in Myanmar è “stabilmente negativa”, dice Open Doors. Motivata da un aumento di persone cristiane uccise e detenute (99 e 129). Sono invece diminuiti gli attacchi alle chiese, prese di mira anche in stati a maggioranza cristiana. L’aumento dei combattimenti in prossimità delle elezioni ha accresciuto gli sfollati interni, e i convertiti sono perseguitati dalle loro stesse famiglie e comunità.
Nel rapporto 2026 è dedicato un approfondito alla Cina (17° posto), che colleziona il suo record negativo di sempre. La causa di tale traguardo va cercata non nella “violenza”, ma nella categoria “vita nazionale”. Pechino nel settembre 2025 ha introdotto 18 regole denominate “Regolamentazioni sul comportamento online del clero religioso”, che “richiedono ai leader religiosi di sostenere il Partito Comunista”, spiega Open Doors. Iniziative come questa rendono “sempre più difficile per le chiese evitare di allinearsi all’ideologia ufficiale comunista”. Ne consegue una frammentazione delle chiese domestiche, “definite illegali”, coi leader cristiani presi di mira con accuse legate a reati economici. In alcune zone si registra anche il divieto ai giovani di accedere ai locali della chiesa, con controlli effettuali da “telecamere di sorveglianza” e “polizia in borghese”.
Open Doors non manca di rilevare anche “qualche buona notizia”. In particolare in Asia del Sud, con una “relativa calma” registrata in Bangladesh dopo la destituzione dell’ex prima ministra Sheikh Hasina nell’agosto 2024. Muhammad Yunus, capo di un governo provvisorio, “ha rilasciato una serie di dichiarazioni pubbliche sull’importanza della libertà religiosa”, dice il report. In Sri Lanka, invece, il governo guidato dal presidente Dissanayake, eletto nel 2024, “non dà priorità a nessun gruppo religioso”, migliorando il “trattamento riservato ai cristiani”. Infine, in Malaysia fa ben sperare la riapertura dopo 8 anni delle indagini sulla scomparsa del pastore Raymond Koh, rapito da ignoti uomini mascherati nel 2017.
15/01/2025 15:07
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