13/03/2026, 10.07
HONG KONG-ITALIA
Invia ad un amico

P. Mencarini onorato come Giusto: il suo ricordo tra l'Italia e Hong Kong

di p. Gianni Criveller *

La città di Milano ha inserito ufficialmente tra i Giusti che si sono spesi contro i genocidi il nome di un missionario del Pime che aiutò alcuni ebrei durante la persecuzione nazista, prima di partire per la metropoli cinese dove poi per 60 anni ha servito la comunità locale fino alla morte nel 2007. Il ricordo di questa figura di padre Gianni Criveller, direttore editoriale di AsiaNews.

Milano (AsiaNews) - L'11 marzo in una cerimonia tenuta al Monte Stella - dove da alcuni anni per iniziativa della Fondazione Gariwo sorge un "Giardino dei giusti" per onorare quanti durante la Shoah degli ebrei, ma anche altri genocidi più recenti, non sono rimasti indifferenti alla sorte delle vittime dell'odio - è stata onorata insieme ad altre figure quella di padre Lido Mencarini, per tanti anni missionario del Pime a Hong Kong, scomparso nel 2007. Prima di partire per la Cina, infatti, padre Lido durante la Seconda Guerra mondiale in Italia aveva aiutato alcuni ebrei a fuggire in Svizzera. Pubblichiamo qui sotto un ricordo di Mencarini scritto dal nostro direttore editoriale padre Gianni Criveller, che ricorda anche il tanto bene realizzato da questo missionario a Hong Kong.

Ero a Hong Kong con padre Lido Mencarini, nato a Lucca il 30 novembre 1916, quando morì il 2 maggio 2007, all'età di 90 anni.

Pochi mesi prima la comunità del PIME aveva festeggiato il suo 90° compleanno con una cena alla quale avevano partecipato il card. Joseph Zen, il vescovo John Tong e tutte le principali autorità diocesane. Una celebrazione semplice, eppure padre Mencarini appariva sinceramente sorpreso. Non si aspettava niente, nonostante avesse servito la diocesi di Hong Kong, la più grande diocesi cinese al mondo per numero di cattolici, con lealtà e dedizione per 60 anni. Il contributo alla città fu fondamentale negli anni difficili successivi all’occupazione giapponese. Mencarini fu procuratore diocesano, responsabile dell’enorme impegno nell’educazione scolastica (le scuole cattoliche arrivarono ad essere trecento), vicario generale della diocesi e superiore regionale del PIME.

Fu un lavoratore instancabile, umile e generoso. Tra i maggiori responsabili della chiesa di Hong Kong, fece di tutto affinché essa rispondesse alle enormi necessità di milioni di rifugiati. La salute non sempre lo sostenne: per tutto il 1956 fu malato di tubercolosi. Dopo la guarigione, riprese a lavorare senza riserve fino agli ultimi giorni della sua vita.

Noi suoi confratelli, senza eccezione, lo ricordiamo con affetto e rispetto, come ad un modello da imitare. Ci ha insegnato a lavorare in silenzio. Accoglieva le persone con un grande sorriso, mettendole a loro agio, come se in quel momento non ci fosse nulla di più importante. Era pronto a offrire la sua opinione, ed era aperto ad ascoltare quella degli altri. Questa umile apertura gli permetteva di attenersi alle decisioni della comunità.

Padre Lido era un uomo profondamente onesto, sincero, discreto e umile. Visse conflitti, mai provocati da lui, senza amareggiarsi o creare avversari. La comunità Pime, negli anni settanta e ottanta del secolo scorso, era divisa a metà tra anziani e giovani, tra coloro che volevano cambiare tutto e tra quelli che non volevano rinunciare ai ruoli tradizionali. Padre Lido aveva un’impostazione tradizionale, ma sapeva ascoltare i giovani ed era da loro rispettato. Per questo toccò a lui, per lungo tempo, guidare con spirito di unità una comunità altrimenti divisa.

Guardò con particolare attenzione i numerosi confratelli che avevano lasciato il ministero: pregava per ognuno di loro ogni giorno e rimase loro vicino con i suoi consigli e incoraggiamenti. Non fu poco, in un’epoca di severi giudici reciproci. Era impossibile sentire dalla sua bocca una parola di critica verso una terza persona. Viveva con gioia, serenità e pace, qualità piuttosto rare.

Nel 1964 Mencarini fu eletto Superiore Generale del PIME. Non accettò tale responsabilità, presumibilmente per scarsa considerazione delle sue qualità, ma soprattutto, credo, perché Hong Kong era in cima alle sue priorità. Tenne per sé la notizia della sua elezione e molti di noi ne vennero a conoscenza solo dopo la sua morte.

Padre Mencarini osservò la stessa riservatezza per quanto riguarda il suo coinvolgimento nell'organizzazione di un piano per la salvezza di decine di ebrei e attivisti antifascisti. Accadde a Cantù durante l'occupazione nazista: Mencarini vi prestò servizio dal 1941 al 1947 come giovane assistente parrocchiale in quanto, a causa della guerra, non poteva essere inviato in missione.

In nessun necrologio scritto da missionari del Pime vi è menzione di questa vicenda. Semplicemente perché a Hong Kong non ne parlò con nessuno. Ho un ricordo personale preciso: nel 2007, l’anno della sua morte, trascorrevo molto tempo con lui presso l’archivio del Pime di Hong Kong, in quanto stavo scrivendo la storia della nostra presenza in città. Lui era una fonte preziosa. Un giorno mi disse: ‘c’è della gente di Cantù che mi ha scritto per via di vecchie storie di quando ero lì. Ma loro sono matti!’. Ricordo il suo sorriso quando me lo disse. E sinceramente non avevo neanche capito di cosa si trattava. Come detto Padre Mencarini non ne aveva mai parlato, né volle mai farlo.

Si trattava di questo: alcuni ex-giovani dell'oratorio San Paolo di Cantù raccontarono fatti delle azioni di Mencarini a favore di ebrei che in città nessuno sapeva. Il Comune di Cantù voleva organizzare una cerimonia speciale in onore del riluttante padre Mencarini. Ma la morte del missionario costrinse gli organizzatori a sospendere la loro venuta a Hong Kong.

In quell’occasione il sindaco di Cantù Tiziana Sala riconobbe pubblicamente che Mencarini fu un eroe che salvò decine di persone dalla deportazione e dai lager, paragonandolo al comasco Giorgio Perlasca.

Impossibile a tanti anni di distanza conoscere l’ampiezza dell’opera di p. Lido. Le informazioni che sono state certificate da ricerche e testimonianze e che hanno portato alla sua inclusione nel Giardino dei Giusti di Milano, sono le seguenti.

Padre Mencarini appoggiò la Resistenza e organizzò diversi viaggi per aiutare a espatriare in Svizzera prigionieri stranieri ed ebrei. Da una pagina manoscritta del “Registro messe” di Mencarini, intitolata “Attività clandestine” si evince che dal settembre 1943 egli effettuò diversi viaggi per aiutare prigionieri ed ebrei a passare il confine svizzero. Egli si avvalse della collaborazione della Croce Rossa Italiana di Cantù e in particolare della sua presidente Tina Cattaneo. Dal 29 dicembre 1943 per circa un mese ospitò e nascose due famiglie ebree di nome Gabbai, composte ciascuna da tre membri: marito, moglie e figlio.

Il ruolo di Cantù e della CRI come punto di transito è attestato dalle dichiarazioni di alcuni ebrei espatriati, custodite neII’Archivio Cantonale di Bellinzona. Inoltre, quanto scritto da padre Mencarini sulle vicende delle due famiglie Gabbai, trova riscontro in cinque documenti provenienti dallo stesso Archivio Cantonale di Bellinzona. Tutto coincide: nomi, composizione dei nuclei familiari, modalità di espatrio, compiuto nello stesso giorno, ovvero 28 gennaio 1944 e allo stesso valico di Laghetto, nei pressi di Chiasso. È certo dunque che padre Lido Mencarini ha assistito in modo determinante alla salvezza di quelle famiglie. Le famiglie Gabbai provenivano da Capannori, in provincia di Lucca, città natale del missionario. Questo elemento rafforza l’ipotesi di una sua collaborazione con la Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei in Toscana (DELASEM), o di quello che ne era rimasto dopo gli arresti deIl'autunno del 1943.

Infine vorrei suggerire un possibile legame con un altro noto missionario lucchese impegnato nell’organizzare la salvezza di famiglie ebree: don Arturo Paoli (1912-2015), di pochi anni maggiore di Padre Mencarini ed entrambi alunni del seminario diocesano di Lucca. Negli anni della guerra don Arturo Paoli era il referente principale a Lucca della Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei in Toscana, il cui responsabile fu Giorgio Nissim. Per il suo impegno Fratel Paoli, autore di numerosi libri di spiritualità e Piccolo Fratello del Vangelo, che visse in Algeria e America Latina, fu pure insignito del riconoscimento di Giusto tra le nazioni (1999).

* direttore editoriale di AsiaNews e del Centro missionario Pime di Milano

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Papa: siamo cristiani, ma spesso 'lasciamo Gesù in chiesa'
05/10/2018 13:02
Nelle mani di Pechino l’interpretazione della nuova legge sulla sicurezza per Hong Kong
22/06/2020 08:57
L’educazione ‘patriottica’ degli scolari di Hong Kong
19/06/2020 14:32
Migliaia in ricordo del giovane dimostrante caduto dal Pacific Place
16/06/2020 08:46
Hong Kong, la marcia pacifica (illegale) e gli scontri notturni (Foto e Video)
16/09/2019


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”