Pakistan, raid della polizia in una libreria cattolica
Il provvedimento segue la pubblicazione di notizie infondate sulla stampa, che accusano i cristiani di vendere materiale blasfemo; nel negozio gestito da suore gli agenti requisiscono cd e video cassette.
Karachi (AsiaNews) – Raid della polizia pakistana in un negozio di libri gestito da suore cattoliche dopo la pubblicazione di accuse infondate alla comunità cristiana locale. È successo a Saddar, vicino a Karachi, dove lo scorso 13 giugno agenti di polizia hanno fatto incursione nella libreria delle Figlie di san Paolo e confiscato materiale in vendita. Per più di 24 ore la polizia ha tenuto in fermo un commesso del negozio per interrogarlo, mentre le suore hanno ricevuto intimidazioni.
A far scattare il raid, un articolo apparso su un quotidiano nazionale in urdu contente anche accuse di alcuni estremisti islamici. Il 12 giugno, il Nawa-I-Waqt denunciava la vendita da parte di cristiani di materiale audio e video sulla vita dei Profeti in mercati pubblici. L’articolo dichiarava che in alcuni Cd si faceva la caricatura della morte dei Profeti. Il quotidiano riportava anche i commenti alla notizia di religiosi musulmani, che non solo hanno emesso una fatwa (editto) sui filmati, ma hanno chiesto l’apertura di un caso di blasfemia.
Il giornalista responsabile del pezzo ha poi inserito errate conclusioni e interpretazioni sulla figura di san Paolo e sui film venduti, tutti prodotti – secondo l’autore - da una casa ebrea. Egli ha anche sottolineato che San Paolo era un ebreo devoto, dedito alla persecuzione di Cristo e dei cristiani.
Mons. Evarist Pinto, arcivescovo di Karachi, ha detto ad AsiaNews che la questione è “seria” e verrà discussa con il ministro degli Interni.
P. Arthur Charles dell’arcidiocesi di Karachi ha raccontato che il 12 giugno alle 2 di notte la polizia aveva già provato ad entrare nel convento delle suore delle Figlie di san Paolo, ma gli agenti erano stati fermati dalla sicurezza che non ha permesso l’accesso durante le ore di buio. “Il giorno dopo – continua il sacerdote – la polizia è entrata in libreria, ha chiuso dentro alcuni clienti e suore e ha iniziato a perquisire il negozio in cerca di Cd e video”.
L’arcidiocesi di Karachi ha diffuso un comunicato in cui condanna l’incursione della polizia e le false accuse mosse contro la libreria delle Figlie di San Paolo: “La pubblicazione nel mese di giugno di notizie infondate su un piccolo giornale in lingua urdu ha profondamente ferito i sentimenti dei cristiani pakistani e reca danno alla causa di dialogo e solidarietà tra cristiani e musulmani nel Paese”.
Secondo quanto scritto nel comunicato l’articolo contiene distorsioni della realtà “fatte per mettere in cattiva luce i cristiani”. Nel testo si legge che non è vero che i film venduti in libreria siano prodotti da una ditta ebrea e che si voglia proiettarli in tutto il Paese. La maggior parte dei video che vendono le suore sono disponibili in tutto il Pakistan da decenni e sono basati sulla Bibbia; mirano solo a rafforzare la fede della comunità cristiana locale”.
Il comunicato spiega anche che San Paolo è una figura chiave nell’evangelizzazione cristiana e le sue posizioni contro i cristiani sono riconducibili a prima della sua conversione. “Tra coloro che diventavano cristiani – dice il testo – molti erano ebrei e contrari a Gesù”.
La Chiesa cattolica pakistana chiede ai media di controllare e verificare i fatti, prima di pubblicare qualsiasi notizia sulla Chiesa, congregazioni religiose e laici. Il comunicato dell’arcidiocesi invita, infine, i religiosi musulmani a incontrarsi con al controparte cristiana per discutere del problema.



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