01/04/2026, 12.50
VATICANO
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Papa: 'Cristo è ancora crocifisso oggi: in chi soffre per violenza, odio, guerra'

Leone XIV, ieri a Castel Gandolfo: Settimana Santa "tempo di pace", ma "tanta sofferenza, tanti morti, tanti bambini innocenti". Ai leader: "Tornate al tavolo a dialogare, cerchiamo soluzioni". Venerdì Santo Prevost porterà la croce nella Via Crucis. All'udienza sul ruolo dei laici: "Tutti chiamati a essere discepoli-missionari". 

Città del Vaticano (AsiaNews) - Ieri sera, fuori da Villa Barberini a Castel Gandolfo, Leone XIV, la bianca talare papale stropicciata dal vento, ha dialogato brevemente con la stampa. La Settimana Santa “dovrebbe essere il tempo più santo, sacro, di tutto l’anno: un tempo di pace, un tempo di molte riflessioni”, ha detto. Ricordando che, invece, nel mondo si assiste a “tanta sofferenza, tanti morti, tanti bambini innocenti”. L’appello rivolto a tutti i leader è per “soluzioni multilaterali” e “giustizia”, non solo per una tregua pasquale: “Magari finisca la guerra prima di Pasqua”.

Il papa ha affermato: “Tornate al tavolo per dialogare, cerchiamo soluzioni ai problemi, cerchiamo modi per ridurre la violenza che stiamo alimentando. E che la pace, soprattutto a Pasqua, sia nei nostri cuori”. Ricordando quanto troppo spesso gli appelli per la pace cadano nel vuoto. “Tante persone vogliono promuovere l’odio, la violenza, la guerra, e quindi posso fare anche questa sera un nuovo appello invitato soprattutto i cristiani a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo è ancora crocifisso oggi, Cristo ancora soffre oggi, negli innocenti, in quelli che stanno soffrendo specialmente per la violenza, l’odio e la guerra”, ha detto Leone XIV. 

Facendo eco alle parole condivise durante l’omelia della Domenica delle Palme, la preghiera riproposta è per una “pace nuova, rinnovata e che può dare nuova vita a chiunque”. Rispondendo ai cronisti, ha parlato anche del presidente statunitense Trump. “Speriamo che stia cercando una via d'uscita, speriamo che stia cercando un modo per ridurre la violenza, i bombardamenti, sarebbe un significativo contributo significativo per eliminare l'odio che si sta creando, che sta crescendo costantemente in Medio Oriente e altrove”, ha detto il pontefice. 

E, parlando della scelta inedita di portare lui stesso la croce durante la Via Crucis di Roma di venerdì santo, il papa ha sottolineato che è nei “tempi moderni” che non si usa fare, mentre in “passato” sì. “Penso che sarà un segno importante, per quello che rappresenta il papa, leader spirituale oggi nel mondo”, ha detto. “Cristo ancora soffre”, ha ribadito. “Porto tutta questa sofferenza anche io nella mia preghiera. Vorrei invitare tutte le persone di buona volontà, persone di fede, cristiani, a camminare insieme, camminare come Cristo che ha sofferto per noi, per darci la salvezza. E cercare come anche noi possiamo essere portatori di pace”. 

Stamane, all’udienza generale in piazza San Pietro, 15mila fedeli presenti, il papa ha continuato il ciclo di catechesi sui Documenti del Concilio Vaticano II. Riflettendo ancora sulla costituzione dogmatica Lumen gentium, ha approfondito il ruolo delle persone laiche, che papa Francesco chiamava “l’immensa maggioranza del popolo di Dio”. Il pontefice ha sottolineato che il documento conciliare spiega “in positivo la natura e la missione dei laici, dopo secoli in cui questi erano stati definiti semplicemente come coloro che non fanno parte dei chierici o dei consacrati”. 

Infatti, “il Concilio afferma l’uguaglianza di tutti i battezzati”. E ha aggiunto: “Naturalmente, più grande è il dono, più grande è anche l’impegno”. Evidenziano che il Vaticano II sottolinea sia la “dignità”, sia la “missione” di laici e laiche. “Il popolo santo di Dio, dunque, non è mai una massa informe, ma il corpo di Cristo”, ha detto. O il “Christus totus” di Sant’Agostino - “comunità organicamente strutturata”. “In virtù del Battesimo, i fedeli laici partecipano allo stesso sacerdozio di Cristo”, ha aggiunto il papa. 

Leone XIV ha ricordato che papa Francesco “rilanciava l’apostolato dei laici”. E che Giovanni Paolo II sottolineava: “I Padri conciliari, riecheggiando l’appello di Cristo, hanno chiamato tutti i fedeli laici, uomini e donne, a lavorare nella sua vigna”. “Il vasto campo dell’apostolato laicale non si restringe allo spazio della Chiesa, ma si allarga al mondo”, ha detto. Laddove “essi, con le loro scelte, mostrano la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno piene nel Regno di Dio”. 

“È l’invito ad essere quella Chiesa 'in uscita' di cui ci ha parlato papa Francesco: una Chiesa incarnata nella storia, sempre aperta alla missione, in cui tutti siamo chiamati a essere discepoli-missionari, apostoli del Vangelo, testimoni del Regno di Dio, portatori della gioia del Cristo che abbiamo incontrato!”, ha affermato.

Al terminem, salutando i pellegrini lingua araba, ha detto: “Avvicinandosi la festa della Pasqua, preghiamo per i malati, i poveri e le vittime innocenti delle guerre, affinché il Cristo, con la sua Resurrezione, conceda a tutti la pace e la consolazione”. E, ai fedeli di lingua italiana: “Tutti ringrazio per questo incontro, augurando a ciascuno che i giorni della Settimana Santa siano occasione propizia per rafforzare la fede e l’adesione al Vangelo”. 

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