02/12/2012, 00.00
VATICANO
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Papa: Vivere l'Avvento sull'esempio di Devasahayam Pillai, beatificato oggi in India

Benedetto XVI saluta i fedeli di Kottam (Tamil Nadu) per il nuovo beato martire, modello di attesa della venuta di Cristo, come si celebra nell'Avvento. Mettere al centro Cristo, nostra speranza e vivere "una linea di condotta" nella sobrietà e nella preghiera. "In mezzo agli sconvolgimenti del mondo, o ai deserti dell'indifferenza e del materialismo, i cristiani accolgono da Dio la salvezza e la testimoniano con un diverso modo di vivere". La Giornata internazionale per i diritti dei disabili.

Città del Vaticano (AsiaNews) - È dedicato a Devasahayam Pillai, laico cattolico beatificato oggi in India a Kottar (Tamil Nadu) il primo saluto di Benedetto XVI dopo la preghiera dell'Angelus insieme ai pellegrini radunati in piazza san Pietro.

"Oggi, - ha detto il papa - a Kottar, in India, viene proclamato beato Devasahayam Pillai, un fedele laico vissuto nel 18° secolo e morto martire. Ci uniamo alla gioia della Chiesa in India e preghiamo che il nuovo Beato sostenga la fede dei cristiani di quel grande e nobile Paese". Devasahayam Pillai era un dignitario indù, convertito al cattolicesimo dalla testimonianza di un capitano della marina olandese e morto martire nel 1752.

Il pontefice ritorna a parlare di lui nei saluti in lingua inglese: "Saluto in special modo - egli dice - il popolo di Kottar, che celebra oggi la beatificazione di Devasahayam Pillai. La sua testimonianza a Cristo è un esempio di quella tensione alla venuta di Cristo a cui ci richiama questa prima domenica di Avvento. Possa questo santo tempo aiutarci a centrare una volta di più le nostre vite  su Cristo, nostra speranza. Dio vi benedica!".

In precedenza, prima dell'Angelus, Benedetto XVI ha spiegato il senso dell'Avvento, che si è aperto ieri con i vespri, celebrati dal papa insieme agli universitari di Roma. I giovani hanno "passato" l'icona di "Maria, salvezza del popolo romano" ai giovani universitari di Rio de Janeiro, dove si terrà la prissima Giornata mondiale della Gioventù.

"La parola «avvento» - ha spiegato il pontefice - significa «venuta» o «presenza». Nel mondo antico indicava la visita del re o dell'imperatore in una provincia; nel linguaggio cristiano è riferita alla venuta di Dio, alla sua presenza nel mondo; un mistero che avvolge interamente il cosmo e la storia, ma che conosce due momenti culminanti: la prima e la seconda venuta di Gesù Cristo. La prima è proprio l'Incarnazione; la seconda è il ritorno glorioso alla fine dei tempi. Questi due momenti, che cronologicamente sono distanti - e non ci è dato sapere quanto -, in profondità si toccano, perché con la sua morte e risurrezione Gesù ha già realizzato quella trasformazione dell'uomo e del cosmo che è la meta finale della creazione. Ma prima della fine, bisogna che tutti i suoi nemici siano posti sotto i suoi piedi (cfr 1 Cor 15,25; Sal 110,1). Questo disegno di salvezza di Dio, che è sempre in atto, richiede continuamente la libera adesione e collaborazione dell'uomo; e la Chiesa, che è come la Fidanzata, la promessa sposa dell'Agnello di Dio crocifisso e risorto (cfr Ap 21,9), vive protesa nella memoria del suo Signore e nell'attesa del suo ritorno. Un'attesa fatta di speranza vigilante e operosa".

Per attendere il Signore, occorre "una linea di condotta". "Nel Vangelo di Luca - ha aggiunto -  Gesù dice ai discepoli: «I vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita ...vegliate in ogni momento pregando» (Lc 21,34.36). Dunque, sobrietà e preghiera. E l'apostolo Paolo aggiunge l'invito a «crescere e sovrabbondare nell'amore» tra noi e verso tutti, per rendere saldi i nostri cuori e irreprensibili nella santità (cfr 1 Ts 3,12-13). In mezzo agli sconvolgimenti del mondo, o ai deserti dell'indifferenza e del materialismo, i cristiani accolgono da Dio la salvezza e la testimoniano con un diverso modo di vivere, come una città posta sopra un monte... La comunità dei credenti è segno dell'amore di Dio, della sua giustizia che è presente nella storia ma che non è ancora pienamente realizzata, e pertanto va sempre attesa, invocata, ricercata con pazienza e coraggio".

"La Vergine Maria - ha concluso - incarna perfettamente lo spirito dell'Avvento, fatto di ascolto di Dio, di desiderio profondo di fare la sua volontà, di gioioso servizio al prossimo. Lasciamoci guidare da lei, perché il Dio che viene non ci trovi chiusi o distratti, ma possa, in ognuno di noi, estendere un po' il suo regno di amore, di giustizia e di pace".

Dopo la preghiera mariana, Benedetto XVI ha anche ricordato che domani si celebra la Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità. "Ogni persona - ha detto il papa -  pur con i suoi limiti fisici e psichici, anche gravi, è sempre un valore inestimabile, e come tale va considerata. Incoraggio le comunità ecclesiali ad essere attente e accoglienti verso questi fratelli e sorelle. Esorto i legislatori e i governanti a tutelare le persone con disabilità e a promuovere la loro piena partecipazione alla vita della società".

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