06/03/2022, 12.46
VATICANO
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Papa: in Ucraina non operazione militare, ma ‘guerra che semina morte’

All’Angelus Francesco torna a condannare i “fiumi di sangue e lacrime” provocati dal conflitto di Mosca contro Kiev, una “pazzia”. Ricorda le vittime “sempre più numerose” e “mamme e bambini” in fuga. Servono assistenza e corridoi umanitari. La mediazione della Santa Sede per la pace. Commentando il Vangelo di oggi ammonisce: col diavolo né dialogo, né compromessi ma “la Parola di Dio”. 

Città del Vaticano (AsiaNews) - In Ucraina “scorrono fiumi di sangue e lacrime”, quella che si sta combattendo non è “solo una operazione militare” ma “una guerra che semina morte, distruzione e miseria”. Le vittime sono “sempre più numerose” come “le persone in fuga, specialmente le mamme e i bambini”. Oggi all’Angelus papa Francesco è tornato a condannare con parole durissime la guerra - giunta al decimo giorno - lanciata dalla Russia all’Ucraina, un Paese che definisce “martoriato” e in cui “cresce drammaticamente di ora in ora” la necessità di “assistenza umanitaria”. A conclusione della preghiera mariana, il pontefice ha rivolto una lunga riflessione sul conflitto alle porte dell’Europa e che definisce “una pazzia” che genera solo “crudeltà”. 

Ai fedeli in piazza san Pietro, colorata da bandiere dell’Ucraina e della pace, il papa ha rilanciato “un accorato appello” perché “si assicurino davvero corridoi umanitari” e “accesso agli aiuti” per un “vitale soccorso a fratelli e sorelle oppressi dalle bombe e dalla paura”. Nel fine settimana era stata annunciata l’apertura di corridoi per portare soccorso a una popolazione allo stremo, ma alle parole non sono seguiti i fatti e sono proseguiti i bombardamenti. 

L’attacco lanciato dal presidente russo Vladimir Putin contro Kiev ha già causato oltre un milione e mezzo di profughi, innescando una nuova tragedia umanitari. Il pontefice ha rivolto un ringraziamento a quanti “stanno accogliendo i profughi”, soprattutto “imploro che cessino gli attacchi armati, prevalga il negoziato e il buon senso e si torni a rispettare il diritto internazionale”. Il papa ha voluto ringraziare anche “giornaliste e giornalisti” che “per garantire l’informazione mettono a rischio la propria vita” e permettono di “essere vicino al dramma della popolazione e valutare la crudeltà della guerra”, oltre ricordare la “visita di un anno fa in Iraq”. Chiedendo di pregare “la Madonna regina dell’Ucraina”, papa Francesco ha concluso affermando che la Santa Sede è disposta “a fare di tutto per mettersi al servizio della pace” e per questo ha inviato in questi giorni “due cardinali”. Si tratta dell’elemosiniere di sua Santità il card. Konrad Krajewski e del prefetto ad interim del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale card. Michael Czerny per portare “la presenza del papa e di tutto il popolo cristiano”. 

Prima della preghiera dell’Angelus, commentando il Vangelo della prima domenica di Quaresima che “ci porta nel deserto, dove Gesù è condotto dallo Spirito Santo, per quaranta giorni, per essere tentato dal diavolo” il papa ammonisce: “Con il male niente compromessi!”. “Con la tentazione - sottolinea - non si deve dialogare, non bisogna cadere in quel sonno della coscienza che fa dire: ‘in fondo non è grave, fanno tutti così’”. Al contrario, egli indica Gesù “che non cerca accomodamenti, non fa accordi con il male” e “al diavolo oppone la Parola di Dio” e “vince le tentazioni”. 

Riprendendo il Vangelo di Luca, il pontefice ricorda che “il deserto simboleggia la lotta contro le seduzioni del male, per imparare a scegliere la vera libertà. Gesù, infatti, vive l’esperienza del deserto appena prima di iniziare la sua missione pubblica”. Il diavolo, prosegue il papa, “per due volte” si rivolge a Lui chiedendogli se è il Figlio di Dio e, in quel caso, lo invita ad approfittarne, “cioè ‘pensa al tuo profitto’. È una proposta seducente, ma porta - avverte - alla schiavitù del cuore: rende ossessionati dalla brama di avere, riduce tutto al possesso delle cose, del potere, della fama. È questo il nucleo delle tentazioni. È ’il veleno delle passioni’ in cui si radica il male.

Davanti alle tentazioni abbiamo però l’esempio di Gesù che “si oppone in modo vincente alle attrattive del male” e lo fa “rispondendo con la Parola di Dio” che dice “di non usare Dio, gli altri e le cose per sé stessi, di non sfruttare la propria posizione per acquisire privilegi”. Per il papa la felicità e la libertà “non stanno nel possedere, ma nel condividere: non nell’approfittare degli altri, ma nell’amarli; non nell’ossessione del potere, ma nella gioia del servizio”. All’inizio del periodo quaresimale Francesco ricorda che le tentazioni accompagnano anche noi nel cammino della vita” con “occhi dolci”, con “il viso angelico”. Il diavolo, mette in guardia, “sa persino travestirsi di motivazioni sacre, apparentemente religiose!” e “se cediamo alle sue lusinghe, finisce che giustifichiamo la nostra falsità, mascherandola di buone intenzioni”. 

Infine, il pontefice indica alcuni gesti pratici per vivere al meglio questo tempo di digiuno e preghiera che conduce alla Pasqua: “Questo tempo di Quaresima sia anche per noi tempo di deserto. Prendiamoci - esorta - degli spazi di silenzio e di preghiera, durante i quali fermarci e guardare ciò che si agita nel nostro cuore. Facciamo chiarezza interiore, mettendoci davanti alla Parola di Dio nella preghiera, perché abbia luogo in noi una benefica lotta contro il male che ci rende schiavi, una lotta per la libertà. Chiediamo alla Vergine Santa - conclude papa Francesco - di accompagnarci nel deserto quaresimale e di aiutare il nostro cammino di conversione”.

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