15/09/2022, 11.52
KAZAKISTAN-VATICANO
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Papa: la libertà religiosa non sia un concetto astratto, ma un diritto concreto

L’appello del documento finale del Congresso dei leader religiosi a Nur-Sultan sottoscritto da Francesco a conclusione del viaggio. “L’uomo è la via delle religioni, si guardi al suo bene più che agli interessi”. Alla Chiesa del Kazakistan: “La fede non è una bella mostra di cose del passato, ma un evento sempre attuale. C'è una grazia nascosta nel piccolo gregge”.

Nur-Sultan (AsiaNews) – “La libertà religiosa non sia un concetto astratto, ma un diritto concreto”. Lo ha detto papa Francesco nel suo discorso conclusivo del Congresso dei leader delle religioni mondiali tenutosi a Nur-Sultan. Il papa è intervenuto per presentare i contenuti del documento finale sottoscritto in questo meeting interreligioso in Kazakistan. E tra i passi salienti figura, appunto, l’esortazione a far sì che in tutto il mondo la libertà religiosa sia salvaguardata davvero.

“Quante persone - ha detto Francesco - ancora oggi sono perseguitate e discriminate per la loro fede. Abbiamo chiesto con forza ai governi e alle organizzazioni internazionali competenti di assistere i gruppi religiosi e le comunità etniche che hanno subito violazioni dei loro diritti umani e delle loro libertà fondamentali, e violenze da parte di estremisti e terroristi, anche come conseguenze di guerre e conflitti militari. Difendiamo per tutti il diritto alla religione, alla speranza, alla bellezza: al Cielo”.

Nel suo discorso - l’ultimo pronunciato in Kazakistan prima di ripartire per Roma - il pontefice ha ribadito che “la Chiesa cattolica non si stanca di annunciare la dignità inviolabile di ogni persona, creata a immagine di Dio”. E citando espressamente le parole di Giovanni Paolo II nell’enciclica Redemptor Hominis ha aggiunto che oggi “l’uomo è anche la via di tutte le religioni. Sì, l’essere umano concreto, indebolito dalla pandemia, prostrato dalla guerra, ferito dall’indifferenza. Si guardi al bene dell’essere umano più che agli obiettivi strategici ed economici, agli interessi nazionali, energetici e militari, prima di prendere decisioni importanti”.  

Quanto agli altri contenuti della dichiarazione finale del congresso si afferma che “l’estremismo, il radicalismo, il terrorismo e ogni altro incentivo all’odio, all’ostilità, alla violenza e alla guerra, qualsiasi motivazione od obiettivo si pongano, non hanno nulla a che fare con l’autentico spirito religioso e devono essere respinti nei termini più decisi possibili” (n. 5). Inoltre, in base al fatto che l’Onnipotente ha creato tutte le persone uguali, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, etnica o sociale, i leader religiosi affermano insieme che “il mutuo rispetto e la comprensione devono essere considerati essenziali e imprescindibili nell’insegnamento religioso” (n. 13).

Prima della sessione finale del congresso in mattinata nella cattedrale intitolata alla Madre di Dio del Perpetuo Soccorso era avvenuto l’incontro con i sacerdoti, i consacrati, i seminaristi e gli operatori pastorali della comunità cattolica del Kazakistan. Con loro Francesco aveva delineato l’orizzonte di una “Chiesa che cammina nella storia tra memoria e futuro”. Memoria che non significa – ha precisato - “guardare indietro con nostalgia, restando bloccati sulle cose del passato e lasciandoci paralizzare nell’immobilismo: questa è la tentazione dell’indietrismo. Lo sguardo cristiano, quando si volge per fare memoria, vuole aprirci allo stupore dinanzi al mistero di Dio”.

E proprio la memoria rivela che “ la fede cresce con la testimonianza”. “C’è una grazia nascosta nell’essere una Chiesa piccola, un piccolo gregge – ha aggiunto -. Invece che esibire le nostre forze, i nostri numeri, le nostre strutture e ogni altra forma di rilevanza umana, ci lasciamo guidare dal Signore e ci poniamo con umiltà accanto alle persone”. Piccoli – ha concluso il papa – ma non autosufficienti: “abbiamo bisogno di Dio, ma anche degli altri, di tutti gli altri: delle sorelle e dei fratelli di altre confessioni, di chi confessa credo religiosi diversi dal nostro, di tutti gli uomini e le donne animati da buona volontà”.

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