31/03/2026, 13.16
CAMBOGIA
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Phnom Penh: crollano le rimesse dopo il rientro dei lavoratori dalla Thailandia

Il ritorno in patria di oltre 900mila persone migranti ha fatto crollare di oltre il 20% il flusso di denaro dall'estero secondo un rapporto della banca centrale cambogiana. Una situazione che complica la disponibilità economica delle famiglie e genera nuove pressioni sul mercato del lavoro interno, mentre continuano le critiche al governo e le tensioni con Bangkok lungo il confine.

Phnom Penh (AsiaNews) - Il rientro dei lavoratori migranti cambogiani dalla Thailandia sta facendo sentire i propri effetti sull’economia nazionale a causa del forte calo delle rimesse e delle nuove pressioni sul mercato del lavoro interno.

Secondo l’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria della banca centrale cambogiana, nel 2025 i flussi di denaro inviati dall’estero sono diminuiti del 23,6%, scendendo a circa 2,1 miliardi di dollari. Il calo è legato alle tensioni lungo il confine tra i due Paesi, che hanno spinto centinaia di migliaia di lavoratori a rientrare in Cambogia. 

La contrazione più marcata riguarda proprio la Thailandia, da cui proviene oltre il 77% delle rimesse, con un crollo del 28,4%. In diminuzione anche i trasferimenti dalla Corea del Sud (-15,2%), a causa di una serie di strette legali sui centri per le truffe online, a cui sono seguiti diversi rimpatri, mentre quelli dal Giappone rappresentano un’eccezione, registrando un aumento del 22,5%.

Tra luglio e dicembre 2025 oltre 900mila lavoratori cambogiani sono rientrati dalla Thailandia, riducendo le capacità di spesa di molte famiglie, a cui ora si somma la crisi energetica conseguente alla guerra in Medio Oriente. 

Si tratta di lavoratori per cui il reinserimento nel mercato interno non sarà uniforme, anche a causa dei salari nettamente inferiori rispetto alla Thailandia. Inoltre, un rapporto del Center for Alliance of Labor and Human Rights (CENTRAL), pubblicato il 21 marzo, ha evidenziato come le persone migranti rientrate nei mesi scorsi sono esposte a offerte di lavoro ingannevoli, indebitamento e accesso limitato ai servizi di assistenza.

Il ministero del Lavoro, invece, ha riferito che circa 650mila persone rimpatriate hanno già trovato un’occupazione stabile, mentre restano disponibili oltre 90mila posti di lavoro, soprattutto nei settori dell’agricoltura e dell’industria. Tuttavia gli stessi dati del governo - seppur diversi da quelli della banca centrale - affermano che i cambogiani all’estero nel 2025 avrebbero inviato nel Paese 1,86 miliardi di dollari, in netto calo rispetto ai 2,95 miliardi di dollari dell’anno precedente.

Il conflitto armato tra Cambogia e Thailandia, scaturito da una demarcazione del confine che non è riconosciuta allo stesso modo sui due lati della frontiera, ha inciso anche sugli scambi commerciali, aggravando le difficoltà economiche delle famiglie cambogiane.

Il ministro degli Esteri cambogiano, Prak Sokhonn, ha ribadito l’impegno di Phnom Penh per una soluzione pacifica delle dispute territoriali, e di recente ha smentito le accuse circolate sui social media secondo cui la Cambogia avrebbe ceduto territori alla Thailandia per porre fine ai combattimenti.

Foto: Raywatta chitthipaisan / Shutterstock.com

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