22/07/2015, 00.00
INDONESIA - ISLAM
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Possibili attacchi alle chiese: massima allerta e sicurezza in Indonesia

di Mathias Hariyadi
Il provvedimento segue il rogo di due chiese protestanti dello Java centrale. A innescare la spirale di violenze l’incendio di una moschea a Papua durante le feste di fine ramadan. La notizia rilanciata da media e social, che non parlano però dell’uccisione di un 15enne cristiano da parte della polizia. Dal governo l’invito a non cedere a gesti provocatori.

Jakarta (AsiaNews) - Le autorità indonesiane hanno diramato la massima allerta per possibili, nuovi attacchi alle chiese in tutto il Paese. Il provvedimento è stato deciso dopo i roghi appiccati a due luoghi di culto cristiani dello Java centrale nei giorni scorsi, in risposta all’incendio che ha distrutto una piccola moschea a Papua durante le feste di fine ramadan. La conferma arriva dal ministro per gli Affari legali, politici e della sicurezza Tedjo Edhy Purdijatno, che ha emanato in prima persona il provvedimento a polizia e militari chiamati a presidiare gli edifici. Al centro dell’attenzione le chiese del governatorato di Jakarta e di tutto lo Java centrale. 

“Il presidente Joko Widodo - afferma oggi in una nota Purdijatno - ha inviato il suo messaggio a polizia, militari e agenzie di intelligence, perché prestino la massima attenzione nell’assicurare la protezione di chiese e di edifici dall’importanza vitale”. 

Il ministro indonesiano si rivolge inoltre alla popolazione, invitandola a non cedere a gesti o frasi provocatorie da parte di fedeli di altre religioni; e annuncia anche la creazione di un team di indagine indipendente presso la Commissione nazionale sui diritti umani, per far luce sulla vicenda. 

All’origine delle violenze di questi giorni il rogo di una piccola moschea a Tolikara, distretto della provincia orientale di Papua, durante le feste di Eid al Fitr che segnano la fine del mese sacro di digiuno e preghiera dei musulmani. Nei giorni successivi sono state date alle fiamme due chiese protestanti nello Java centrale e si sono registrate diverse manifestazioni anti-cristiane a Surakarta e in altre zone della provincia. 

Il timore è che si possano moltiplicare gli episodi di violenza e persecuzione contro la minoranza religiosa, alimentati dalle voci sui fatti di Tolikara. Media e articoli postati sui social network insistono infatti sull’incendio alla moschea, trascurando del tutto la morte di un 15enne cristiano e il ferimento di altre persone in seguito ai colpi sparati dalla polizia. 

Le autorità hanno inviato alti funzionari governativi nel distretto di Tolikara, per riportare la calma e ripristinare la sicurezza. Ieri i vertici di polizia ed esercito hanno incontrato decine di ulema e leader religiosi musulmani, chiedendo la loro collaborazione per restituire un clima di serenità alla zona e una convivenza pacifica fra musulmani e cristiani. 

L'Indonesia, nazione musulmana (sunnita) più popolosa al mondo, è sempre più spesso teatro di attacchi o episodi di intolleranza contro le minoranze, siano essi cristiani, musulmani ahmadi o di altre fedi. Inoltre, alcune norme come il permesso di costruzione vengono sfruttate per impedire l'edificazione o mettere i sigilli a luoghi di culto, come è avvenuto nel West Java contro la Yasmin Church.

La Costituzione sancisce la libertà religiosa, tuttavia le minoranze sono vittime di episodi di violenze e persecuzioni a sfondo confessionale.

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