17/04/2008, 00.00
AFGHANISTAN
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Proposta una legge che vieti di nuovo trucco, ballo e musica

Approvato da una Commissione parlamentare il disegno di legge rispolvera i divieti talebani e intende punire il non islamico: netta divisione tra i sessi in feste e incontri pubblici, niente programmi "devianti" in tv, no ai popolari combattimenti di animali.
Kabul (AsiaNews) - Trucco, ballo, musica ad alto volume, jeans e soap opera indiane saranno presto vietate in Afghanistan se passerà la legge elaborata dalla Commissione affari morali e della lotta antidroga del parlamento nazionale. La norma, che riporterebbe il Paese diritto agli anni del repressivo potere talebano, deve ancora essere approvata dalle due Camere e firmata dal presidente Hamid Karzai. Ma già preoccupa i sostenitori dei diritti umani e chi crede che l’Afghanistan possa progredire verso la democrazia.
 
“Donne e ragazze non si truccheranno, porteranno vestiti accettabili e lo hijab”, si legge in parte del testo ottenuto dalle agenzie internazionali. Previsto anche il divieto per le donne di ballare in pubblico e per gli uomini di farsi crescere i capelli, indossare braccialetti, collane, anelli e “travestimenti” simili a quelli femminili. Restrizioni sono previste anche in occasione di riunioni: nelle feste di matrimonio, ad esempio, dovranno essere separati gli uomini dalle donne e si dovrà tenere la musica a basso volume”. Banditi anche i combattimenti tra animali, molto popolari nel Paese. Per i trasgressori sono previste multe che vanno dai 10 ai 100 dollari.
 
Le emittenti radio e televisive non potranno trasmettere programmi “anti-islamici” e dannosi per i giovani. Tra questi, anche se non specificati nella legge, rientrano le seguitissime soap opera indiane, colpevoli di “deviare i comportamenti di donne e bambini”. La polemica sulle soap è stata accesa da alcuni religiosi estremisti che nelle preghiere del venerdì incitavano i fedeli ad attaccare le sedi delle tv private che osavano trasmetterle. Gli operatori del settore giurano di non cedere e sostengono che il bando andrebbe contro la legge sulla libertà dei mezzi di comunicazione di massa.
 
Dal 1996 al 2001 i talebani avevano imposto rigide legge che avevano imposto il burqa alle donne, a cui vietavano categoricamente di uscire senza un familiare maschio; avevano bandito la musica, chiuso le scuole e le università e reso pubbliche le esecuzioni capitali e le punizioni come l’amputazione delle mani.
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