16/10/2017, 11.51
PAKISTAN
Invia ad un amico

Punjab, tre ahmadi condannati a morte per blasfemia

I presunti colpevoli sono Mubasher Ahmad, Ghulam Ahmed e Ehsan Ahmed. Portavoce degli ahmadi: “La condanna è ingiusta”. La scorsa settimana il genero dell’ex premier Sharif aveva invitato al boicottaggio sociale della minoranza “eretica”.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Un tribunale del Punjab pakistano ha condannato a morte tre uomini ahmadi con l’accusa di aver violato la legge sulla blasfemia. I giudici hanno stabilito che Mubasher Ahmad, Ghulam Ahmed e Ehsan Ahmed sarebbero colpevoli di insulto al profeta dell’islam. I tre ahmadi erano stati arrestati nel maggio 2014 in un remoto villaggio del Punjab, dopo che un abitante aveva sporto denuncia incolpandoli di aver fatto a pezzi un poster religioso islamico. Saleemuddin, portavoce della comunità ahmadi che in Pakistan viene considerata “eretica”, ha dichiarato a Voice of America: “Le accuse contro gli imputati e il verdetto della corte sono ingiusti. I condannati tentavano di demolire uno striscione che riportava slogan contro gli ahmadi e incitava al boicottaggio sociale della comunità, già oggetto di persecuzione”.

La condanna alla pena capitale arriva a pochi giorni da un altro episodio che ha coinvolto i membri della minoranza. La settimana scorsa Muhammad Safdar, membro del partito di governo, capitano in pensione e genero dell’ex primo ministro Nawaz Sharif, ha denunciato gli appartenenti alla comunità come una minaccia per l’intero Paese e ha lanciato un appello alle istituzioni pubbliche a non assumerli nelle forze armate o nell’amministrazione statale.

Il discorso di Safdar ha riacceso il dibattito sulla questione delle minoranze religiose e sui loro diritti. Ieri Sharif è intervenuto sull’episodio del genero, prendendone le distanze. “Dichiaro in modo categorico e inequivocabile – ha affermato – che tutte le minoranze che vivono in Pakistan sono titolari dei diritti fondamentali, compresa la protezione delle loro proprietà, così come garantito dalla Costituzione e dagli insegnamenti islamici”.

Ad ogni modo, Saleemuddin ha dichiarato: “Presenteremo ricorso presso l’Alta corte contro la sentenza di morte pronunciata dal tribunale”. In Pakistan la blasfemia è punita con la pena di morte ed è un tema che divide la società. Anche il solo sospetto può provocare la reazione violenta dei difensori del Corano. Il mese scorso Nadeem James, cristiano del Punjab, è stato condannato a morte con l’accusa di aver insultato il profeta Maometto su Whatsapp. Prima di lui, profondo sdegno ha suscitato ad aprile il feroce linciaggio di Mashal Khan, studente dell’università di Mardan, punito dai colleghi del campus dopo che si era sparsa la voce di suoi commenti “che promuovevano la fede ahmadi su Facebook”. In seguito, un’indagine voluta dalla Corte suprema ha stabilito che il giovane di 23 anni non ha mai pronunciato offese contro il profeta. Prima di lui però, almeno altre 62 persone sono state uccise tra il 1987 e il 2015.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Deputato propone discriminazioni per gli ahmadi. Attivisti esigono le scuse
12/10/2017 14:17
Attivisti: sdegno per il genero di Nawaz Sharif che ha chiesto discriminazioni per gli ahmadi
21/10/2017 10:33
Ex premier Sharif condannato a 10 anni di carcere. Attivisti: È una guerra per il trono
09/07/2018 11:35
Lahore, la figlia di Sharif tiene un comizio nella cattedrale. Critiche al vescovo (Foto)
02/09/2017 12:05
Il vescovo di Lahore ‘ingannato’ dalla figlia di Sharif si difende: niente comizi dal pulpito
04/09/2017 15:43


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”