14/04/2026, 13.24
PAKISTAN
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Punjab: in aula libri di testo per studenti delle minoranze religiose

di Shafique Khokhar

Per gli attivisti è un “passo atteso” da tempo a conclusione di un percorso iniziato due anni fa. L’obiettivo era di garantire che anche i bambini non musulmani potessero studiare la propria tradizione religiosa a scuola. Restano però questioni legate all’applicazione pratica dell’insegnamento. Fra le “sfide significative” l’assunzione degli insegnanti, la formazione e gli stanziamenti nel bilancio.

Lahore (AsiaNews) - Per gli attivisti pakistani è “un passo atteso da tempo” a conclusione di un percorso avviato tre anni fa, per garantire che anche i bambini appartenenti alle minoranze possano “studiare le proprie religioni”, nell’ambito di una “riforma positiva e necessaria”. Con l’obiettivo di promuovere inclusività nel sistema educativo, il 6 marzo 2023 il Consiglio nazionale per i programmi scolastici ha approvato la pubblicazione di libri di testo rivolti a studenti appartenenti a sette gruppi religiosi minoritari, che frequentano istituti pubblici e privati del Paese. A seguito della direttiva federale, il governo del Punjab - provincia nella quale vive la più consistente popolazione cristiana della nazione dell’Asia meridionale - ha notificato i libri di testo per sei comunità minoritarie e avviato il processo di stampa.

L’iniziativa, avviata a livello federale ancor prima nel 2021, aveva già registrato progressi in due province prima della notifica del Punjab. Tuttavia, questo sviluppo ha anche riacceso il dibattito sul ruolo del governo federale nella politica educativa, una materia devoluta alle province in base al XVIII emendamento della Costituzione del Pakistan. Nonostante l’autonomia provinciale, le autorità federali hanno continuato a influenzare le decisioni relative ai programmi scolastici, compresa la stesura dei libri di testo attraverso istituzioni come la National Book Foundation.

Sebbene la politica sia stata elogiata, esperti e membri della società civile hanno sollevato tutta una serie di preoccupazioni riguardo alla sua attuazione pratica. Danny Waqas, cittadino e attivista, si è domandato in che modo il governo intenda garantire un insegnamento efficace delle religioni minoritarie nelle scuole che già devono fare i conti con gravi carenze di risorse. “In molte scuole pubbliche - sottolinea ad AsiaNews - vige un sistema con un solo insegnante per classe, in cui un unico docente si occupa di tutte le materie. Come riusciranno a insegnare diverse materie religiose senza insegnanti qualificati?”. Egli ha anche sottolineato le difficoltà infrastrutturali, rilevando la mancanza di aule adeguate in molte scuole. “Se gli studenti appartenenti a minoranze religiose - ha proseguito - dovranno studiare le proprie religioni, il governo creerà aule separate per ciascun gruppo? Senza spazi e strutture adeguati, questa politica potrebbe rimanere puramente simbolica”.

Oltre alle preoccupazioni logistiche, gli esperti ed accademici hanno sollevato obiezioni più profonde relative al programma scolastico. Essi sostengono che, sebbene l’introduzione di libri di testo sulle religioni delle minoranze sia un passo positivo, essa non affronta una questione ben più annosa all’interno del programma scolastico più ampio. Essi continuano a chiedere la rimozione dei contenuti religiosi da materie quali lingue, scienze sociali e altri libri di testo non religiosi, dove tale materiale è spesso inserito nonostante sia irrilevante per l’argomento trattato. Secondo loro, l’inclusione di tali contenuti non solo mina l’integrità accademica, ma esercita anche una pressione indebita sugli studenti appartenenti alle minoranze.

Essi sostengono che questa pratica violi l’articolo 22, paragrafo 1, della Costituzione del Pakistan che afferma chiaramente come “a nessuno che frequenti un istituto scolastico potrà essere imposto di ricevere un’istruzione religiosa o di partecipare a cerimonie religiose diverse dalla propria”. “A meno che questi elementi non vengano eliminati dai libri di testo tradizionali, gli studenti appartenenti a minoranze continueranno a subire coercizioni indirette ed esclusione all’interno delle aule” ha osservato un accademico che ben conosce la questione.

Rispondendo alle preoccupazioni Danish George, responsabile della sezione di studi religiosi cristiani presso l’Autorità per l’istruzione, programmi scolastici, formazione e valutazione del Punjab, spiega che il governo provinciale ha raccolto dati su studenti e insegnanti delle minoranze. Inoltre, le autorità stanno predisponendo alcune misure finalizzate all’assunzione di insegnanti provenienti dai rispettivi contesti religiosi con l’obiettivo di sostenere l’attuazione del programma scolastico. Nonostante le rassicurazioni ufficiali, gli esperti di istruzione ribattono ricordando che restano “sfide significative” tra cui l’assunzione degli insegnanti, la formazione e l’assegnazione del bilancio. Essi avvertono che, senza affrontare queste lacune sistemiche e strutturali, l’iniziativa potrebbe avere difficoltà a raggiungere l’impatto previsto. L’introduzione dei libri di testo sulle religioni minoritarie segna un notevole cambiamento politico nel panorama educativo pakistano, ma il successo dipenderà infine dall’efficacia con cui le autorità provinciali tradurranno gli impegni politici in cambiamenti significativi nelle aule di tutto il Paese.

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