05/03/2012, 00.00
RUSSIA
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Putin torna al Cremlino tra le lacrime, l'opposizione in piazza

di Nina Achmatova
L'ex agente del Kgb vince le presidenziali col 64% dei consensi ma ha davanti grandi sfide: le richieste di riforme democratica della piazza e lo spettro della crisi economica.

Mosca (AsiaNews) - La vittoria di Vladimir Putin al primo turno nelle presidenziali russe non ha sorpreso nessuno. Ma il vasto numero di denunce di brogli registrato dagli osservatori indipendenti e i sospetti espressi da quelli internazionali hanno fatto cadere l'ultima speranza dell'opposizione di trovare una strada di dialogo politico con Mosca. La situazione rischia di radicalizzarsi, con il movimento "per elezioni oneste" che scende in piazza stasera per una manifestazione dagli sviluppi imprevedibili. 

Davanti a 100mila fan riuniti sotto le mura del Cremlino, l'uomo dagli occhi di ghiaccio, l'ex spia del Kgb, ha festeggiato, ieri notte, il suo ritorno al Cremlino per la terza volta. Con il 64% dei consensi, ha sbaragliato quattro rivali, innocui fin dalla partenza. "Vi avevo promesso di vincere, e abbiamo vinto, in una lotta aperta e onesta", ha detto alla folla che lo acclamava, salendo sul palco insieme al presidente uscente Dimitri Medvedev. Le immagini lo hanno immortalato con lacrime sul volto, ma in pochi hanno creduto fossero reali. E' stata colpa del vento, ha spiegato lui stesso poco dopo.
Il risultato del voto è stato fatto passare come una vittoria sui nemici dello Stato, vale a dire l'opposizione che da tre mesi chiede riforme e ricambio politico. "La nostra gente è in grado di distinguere il desiderio di rinnovamento dai tentativi di organizzare le provocazioni politiche per distruggere l'ordinamento statale e usurpare il potere", ha detto dal palco allestito sotto le mura del Cremlino.

Vladimir Putin, 59 anni, è stato a capo della Russia per gli ultimi 12 anni (gli ultimi 4 come premier) e ora si prospettano altre due tornate come presidente. Egli ha vinto, ma non è tranquillo, con l'opposizione e l'Ong di monitoraggi Golos che hanno denunciato una vera e propria strategia di brogli basata sui cosiddetti "caroselli elettorali":  gruppi di persone portate a votare più di una volta, sfruttando la possibilità di dare la propria preferenza in un seggio diverso da quello assegnato.


Putin torna zar, ma è uno zar con grandi sfide davanti: una parte del Paese, la più dinamica e in crescita, preme per riforme democratiche, insofferente a corruzione, censura e burocrazia. Davanti ci sono anche i timori economici di una paralisi del Paese che, dopo aver conosciuto il boom, ha cominciato a frenare anche per via della crisi in corso in Europa, suo maggiore mercato di sbocco.

Dalle risposte di Putin dipenderà l'evoluzione della protesta, che oggi si è data un nuovo appuntamento in piazza Pushinskaja. Il trionfo dell'uomo forte di Russia è stato un colpo per l'opposizione. "Ci aspettavamo brogli, ma non così plateali e su vasta scala", ha detto Alexei Navalny, il blogger leader delle proteste. "Questo dimostra che il potere non ha intenzione di rispondere alle nostre richieste in modo civile", ha dichiarato Denis Bilunov, del movimento Solidarnost. "Putin poteva vincere anche senza brogli - ha continuato - ma aveva bisogno di una prova di forza e non poteva permettersi un secondo turno, così ci ha umiliato con questa farsa".


Stasera le autorità hanno autorizzato un raduno di massimo 10mila persone, ma gli organizzatori sono convinti che a Mosca la gente accorrerà molto più numerosa per protestare contro elezioni giudicate "illegittime" e un presidente che già in molti in rete hanno definito "usurpatore".


Il potere centrale sa che gli animi potrebbero accendersi da un momento all'altro e il malcontento uscire dagli argini. Nel tentativo di raffreddare una primavera che si preannuncia calda, il Cremlino, proprio all'indomani delle presidenziali, ha annunciato la revisione del caso di Mikhail Khodorkovsky, uno dei prigionieri politici, di cui l'opposizione chiede la scarcerazione. Putin III aprirà alle riforme, cercando un compromesso con un Paese del tutto diverso da quando lo aveva preso in mano nel 2000, oppure preferirà aperture di facciata e repressione interna? In molti credono che il dilemma potrebbe iniziare a sciogliersi già da stasera in piazza Pushkinskaja. 

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