03/03/2005, 00.00
SIRIA - LIBANO
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Russia e Usa premono sulla Siria: via le truppe dal Libano

Movimenti diplomatici nel mondo arabo: Assad atteso in Arabia Saudita, in ballo proposta saudo-egiziana per piano di ritiro.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) – La Russia aumenta le pressioni sull'alleata Siria unendosi alle richieste internazionali per il ritiro delle truppe di Damasco dal Libano. Il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, ha dichiarato che "la Siria deve ritirarsi, ma tutti dobbiamo assicurarci che questo avvenga senza compromettere il già fragile equilibrio del Libano".

Di recente il Cremlino ha rafforzato i suoi legami con Damasco, unico alleato in Medio Oriente, e ha messo in dubbio le accuse mosse dagli Stati Uniti secondo cui la Siria appoggerebbe il terrorismo.

Le dichiarazioni di Lavrov si aggiungono a quelle dell'opposizione libanese e di governi internazionali, unanimi nell'imporre il rispetto della risoluzione Onu 1559. Con essa il Consiglio di sicurezza chiede il ritiro dei 14 mila soldati siriani dal paese dei Cedri.

"La nostra Intifada pacifica e democratica sarà d'esempio per i popoli arabi. Attenti. Presto avremo un nuovo Libano", ha dichiarato ieri sera Walid Jumblatt, leader dell'opposizione.

Sempre ieri, George W. Bush ha intimato alla Siria di ritirare dal Libano soldati e agenti dell'intelligence. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che tutto il mondo libero è d'accordo nel chiedere che l'ingerenza di Damasco sulle vicende interne del Paese vicino cessi subito. Alle parole di Bush, hanno fatto eco quelle del premier britannico Tony Blair, che ha invitato la Siria a tenere conto delle sollecitazioni internazionali, e il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, che si è associato alla richiesta di ritiro delle truppe siriane.

Intanto la diplomazia araba si muove per far fronte alla crisi creata il 28 febbraio dalle dimissioni del governo libanese di Omar Karame. I ministri degli Esteri della Lega Araba hanno inaugurato la loro seduta straordinaria al Cairo con un solo punto all'ordine del giorno: studiare la situazione mediorientale alla luce delle pressioni internazionali esercitati alla Siria.

Tra oggi e domani è atteso l'arrivo in Arabia Saudita del presidente siriano, Bashar Assad, per colloqui d'emergenza sulla situazione libanese. Fonti diplomatiche arabe dal Cairo hanno parlato di una proposta saudo-egiziana per convincere la Siria a ritirare in modo pacifico il suo esercito.

Martedì scorso, Assad aveva accennato per la prima volta alla possibilità di un  ritiro delle sue truppe "entro alcuni mesi". (YH)

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