23/08/2004, 00.00
BANGLADESH
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Salgono le violenze dopo l'attentato al leader dell'opposizione

In due giorni il bilancio è di 20 morti, centinaia di feriti, danni materiali, 260 arresti.

Dhaka (AsiaNews/Agenzie) –Un gruppo di circa 250 persone ha attaccato ieri un treno vicino alla città di Bhairab, a 80 km a est di Dhaka, ferendo 20 persone in modo grave. Il treno stava viaggiando da Chittagong  a Dhaka, quando, secondo fonti ufficiali, simpatizzanti della Awami League (AL), gruppo all'opposizione guidato dall'ex primo ministro, Sheikh Hasina Wajed, hanno costretto 600 passeggeri a scendere e dando poi fuoco a due carrozze. L'incidente è la risposta all'attentato dinamitardo che sabato ha macchiato di sangue un comizio della AL. Una dozzina di bombe sono scoppiate uccidendo 20 persone e ferendone 300. La ex premier, presente al raduno, ha subito una ferita non grave alla mano, ma il suo udito è rimasto danneggiato dallo scoppio.

L'opposizione afferma che dietro le granate si cela la mano del governo. "Siamo contro la violenza e il fanatismo -  ha dichiarato Sheikh Hasina – crediamo in un potere secolare e democratico, mentre loro appoggiano il terrorismo. Volevano uccidermi". Il primo ministro, Khaleda Zia, la cui coalizione comprende 2 partiti islamici, ha condannato l'attentato negando le accuse dell'opposizione. La polizia afferma di non conoscere i responsabili. Secondo la stampa locale, le indagini si concentrano su alcuni gruppi di militanti islamici.

Nella capitale il clima rimane teso. Ieri, il corteo funebre per le vittime di sabato, si è trasformato in una marcia di protesta. Le forze dell'ordine hanno dovuto ricorrere ai manganelli quando alcuni dei partecipanti hanno iniziato a lanciare sassi. Numerose proteste sono scoppiate a catena in almeno  altre 12 città del Bangladesh. Negozi e scuole sono chiusi per paura di ulteriori violenze. La polizia è intervenuta in diverse località e a fine giornata il bilancio è stato di 260 fermi in tutto il Paese. Domani sono previste altre manifestazioni di protesta, fra cui uno sciopero nazionale di due giorni lanciato dalla Awami League.

Il partito AL accusa la Zia e i suoi ministri di corruzione e incompetenza; ne chiede le dimissioni immediate e nuove elezioni. Il governo ha risposto giurando di rimanere in carica fino alla fine del mandato previsto per il 2006.

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