23/05/2026, 10.25
SRI LANKA
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'Sallay era la mente delle stragi della Pasqua 2019 a Colombo'

di Melani Manel Perera

L'accusa del procuratore dopo l'interrogatorio di un nuovo testimone in Francia: si aggrava la posizione dell'ex capo dei servizi segreti militari. Fin dal 2017 avrebbe finanziato gruppi di estremisti islamici e tamil da utilizzare per attentati suicidi e azioni contro oppositori di Rajapaksa. In questa rete si inserirebbero anche l'omicidio del giornalista Lasantha Wickrematunge e la scomparsa di Prageeth Eknaligoda.  

Colombo (AsiaNews) – Si aggrava la posizione dell’ex capo dei servizi segreti militari, il maggiore generale in pensione Suresh Sallay, nell’inchiesta sulle stragi della Pasqua del 2019 nello Sri Lanka, gli attentati suicidi che causarono la morte di 278 persone e sconvolsero il Paese. Sallay, fermato nel febbraio scorso per essere interrogato e attualmente ricoverato al National Hospital di Colombo per precarie condizioni di salute, è stato formalmente accusato di essere la “mente” degli attentati.

Davanti al tribunale di Colombo Fort, il procuratore aggiunto Dileepa Peiris ha presentato un rapporto di 14 pagine sugli sviluppi delle indagini. Il documento sostiene che Sallay avrebbe pianificato già dal 2017 l’utilizzo del gruppo jihadista guidato da Zaharan Hashim per compiere un’operazione politica e terroristica di grande impatto.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, i contatti tra i servizi segreti e il gruppo estremista sarebbero iniziati dopo scontri tra fazioni musulmane nella zona di Aliyar nel 2017. In quell’occasione, un collaboratore di Hashim, Seyni Moulavi, fu arrestato. Sempre secondo la Procura, Sallay avrebbe autorizzato l’uso di fondi dell’intelligence militare per finanziare le spese legali necessarie alla sua liberazione. Gli investigatori sostengono che, già allora, esistesse un piano per sfruttare un gruppo di estremisti disposto a compiere attentati suicidi.

Le accuse si basano in gran parte sulla testimonianza di Azad Maulana, ex segretario personale dell’ex ministro e leader tamil Sivanesathurai Chandrakanthan, conosciuto come Pillayan. Gli investigatori dello Sri Lanka si sono recati in Francia per raccogliere la sua deposizione. Maulana avrebbe dichiarato che Sallay mantenne rapporti continui con il gruppo di Zaharan Hashim e che furono conservati registri dettagliati degli incontri e delle comunicazioni tra militari e jihadisti. Secondo quanto riferito in aula, Maulana possiederebbe cinque quaderni contenenti appunti e dettagli su tali contatti.

La Procura ha inoltre rivelato presunti legami politici di alto livello. In tribunale è stato affermato che, dopo gli attentati del 2019, l’ex presidente Mahinda Rajapaksa, insieme ai suoi figli e alleati politici Namal Rajapaksa e Basil Rajapaksa, avrebbe visitato Pillayan nel carcere di Batticaloa promettendogli la scarcerazione entro una settimana dall’elezione di Gotabaya Rajapaksa. Secondo l’accusa, in quell’occasione sarebbe stato anche annunciato il ritorno di Sallay alla guida dell’intelligence nazionale.

Il procuratore Peiris ha sostenuto che i servizi segreti militari avrebbero finanziato e protetto sia il gruppo di Pillayan sia quello di Zaharan Hashim utilizzando fondi pubblici. Ha inoltre collegato uomini vicini a Pillayan ad alcuni dei più controversi casi di omicidi e sparizioni nello Sri Lanka, tra cui quelli dei giornalisti Lasantha Wickrematunge, Prageeth Eknaligoda e Keith Noyahr.

La difesa di Sallay ha respinto tutte le accuse. L’avvocato Shaveendra Fernando ha sostenuto che la testimonianza di Azad Maulana non costituisce prova valida finché non verrà verificata e controinterrogata in tribunale. Ha inoltre attaccato l’affidabilità di Channel 4, l’emittente britannica che in passato aveva diffuso documentari sulle presunte responsabilità statali negli attentati di Pasqua.

La Procura ha però espresso timori per la sicurezza di Sallay, sostenendo che esisterebbero gruppi organizzati intenzionati a bloccare le indagini. Per questo motivo è stato chiesto che l’ex capo dell’intelligence non venga esposto pubblicamente durante le udienze e che ogni incontro con i suoi legali avvenga sotto supervisione.

Il magistrato Pasan Amarasena ha rinviato il procedimento al 2 giugno, data in cui il tribunale deciderà se Sallay dovrà comparire pubblicamente in aula e se potrà rilasciare una dichiarazione riservata. Intanto il caso continua a scuotere la politica dello Sri Lanka, riaprendo interrogativi sulle responsabilità dietro uno dei peggiori attacchi terroristici della storia del Paese.

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