23/06/2008, 00.00
LIBANO
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Secondo giorno di scontri a Tripoli: sei morti e 40 feriti

Il conflitto tra esponenti di un gruppo legato a Hezbollah e sostenitori sunniti del governo Siniora. L’esercito annuncia che in serata schiererà uomini e mezzi per separare i combattenti.
Beirut (AsiaNews) – E’ di almeno sei morti e 40 feriti il bilancio provvisorio degli scontri che da ieri vedono di fronte, a Tripoli, nel nord del Paese, attivisti filo-Hezbollah e sostenitori sunniti del governo. Tra i feriti ci sono, secondo l’agenzia libanese Nna, anche due militari: sarebbero i primi componenti dell’esercito – che cerca di tenersi fuori da conflitti politici o religiosi – ad essere vittime degli scontri tra militanti pro e contro il governo.
 
Gli scontri, iniziati ieri, sono proseguiti oggi nei distretti di Bab Tabaneh e Jabal Mohsen, quartieri abitati in maggioranza da sunniti. Chiusa l’autostrada per Akkar, nel nord, dopo che alcuni automobilisti sono stati oggetto di colpi di arma da fuoco.A dare l’avvio al conflitto, secondo quanto riferiscono gli abitanti, un attacco con bombe a mano e lanciarazzi condotto da un gruppo Alawita (lo stessa del presidente siriano Assad) contro una zona che sostiene il partito Mustqbal, guidato di Saad Hariri, leader della maggioranza antisiriana che appoggia il dimissionario governo di Fouad Siniora. Gli scontri si sono estesi ed un colpo di mortaio ha anche centrato la moschea Grand Mansouri.
 
Fin da ieri sera, tentativi di mediazione sono stati condotti dal muftì Sheikh Malek al-Shaar, ma senza risultati concreti, visto che oggi gli scontri sono ripresi. Lo stesso esponente sunnita ha chiesto il dispiegamento dell’esercito, per separare le parti. A fine mattinata è stato annunciato che alle 16 (locali) militari e polizia si schiereranno.
 
Sul piano politico, la maggioranza, per bocca del deputato Mohammed Kabbara ha accusato Hezbollah di “spostare la sua battaglia dalla Bekaa (dove scontri ci sono stati all’inizio della settimana scorsa, ndr) a Tripoli”.
 
Lo scoppio delle violenze viene comunque collegato dagli osservatori internazionali, con le difficoltà che Fouad Sinora sta incontrando per formare il governo di unità nazionale previsto dagli accordi di Doha, che hanno messo fine a 18 mesi di crisi politica. (PD)
 
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