28/01/2011, 00.00
CINA
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Shanghai, nuove tasse sugli immobili, scarsi gli effetti antispeculativi

Da oggi a Shanghai e Chongqing, e poi in tutto il Paese, maggiori imposte sulla seconda casa. Il governo vuole fermare la speculazione immobiliare, ma la casa rimane il principale bene-rifugio per gli investimenti anche delle famiglie.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il mercato immobiliare assorbe senza grandi scosse le nuove tasse introdotte oggi dal governo per scoraggiare la speculazione immobiliare. Gli investitori vedono che le tasse sono inferiori al temuto e le azioni delle società immobiliari recuperano in borsa, dopo le iniziali perdite.

Da oggi a Shanghai ci sarà una tassa dello 0,6% sull’acquisto della seconda casa. A Chongqing la tassa sarà dello 0,5% , ma solo per gli immobili quotati oltre il doppio dei prezzi di mercato; se il costo sarà tra 3 e 4 volte il prezzo di mercato, la tassa sarà dell’1%, e oltre questi valori dell’1,2%.

Tian Shixin, analista della Bank of China International, spiega che “le imposizioni fiscali sono meno dure del previsto e l’impatto negativo è già stato assorbito”. Anche se stima ci sia solo “uno spazio limitato per [ulteriore] crescita [del settore], perché imposte e altre politiche [statali] sulla proprietà dovrebbero erodere i guadagni e le vendite per gli operatori, quest’anno”.

Il governo centrale vuole scoraggiare la speculazione immobiliare e contenere i prezzi. Nelle grandi città gli immobili in pochi anni hanno raggiunto prezzi oltre le possibilità del ceto medio, per non parlare dei milioni di migranti ormai residenti di fatto nelle metropoli, dove hanno portato anche la famiglia.

Mark Williams, esperto della Capital Economics a Londra, osserva che le imposte non sono abbastanza alte da scoraggiare le speculazioni, anche “perché – dice – la ragione fondamentale per cui tanta gente investe nel mercato immobiliare è che hanno poche alternative”.

Altri esperti ritengono che il vero effetto si vedrà con il tempo, anche per la possibilità che le imposte siano maggiorate ed estese in modo progressivo in altre grandi città. Infatti ieri i ministeri di Finanze e Interni e l’Ufficio Imposte hanno annunciato che la tassazione sarà estesa quando “le condizioni saranno mature”. E’ anche previsto che i governi locali decidano l’entità della tassa e l’entrata in vigore. Questo timore ha contribuito alla perdita di valore intorno al 15% per le società immobiliari nelle ultime 10 settimane.

La Cina è colpita da forte inflazione, che si prevede perduri per mesi, e cerca di contenere gli aumenti dei prezzi di alimenti e altri generi essenziali. Nel settore immobiliare si ritiene esserci una bolla speculativa che, se esplode, ridurrebbe sul lastrico milioni di famiglie che vi hanno investito i risparmi. Negli anni scorsi le banche hanno concesso grandi finanziamenti bancari per acquisti immobiliari speculativi, possibilità ora ridotta dalle nuove rigorose indicazioni della centrale Bank of China (Boc).

Nel 2010 i prezzi immobiliari sono aumenti in media del 20%, nelle maggiori città. L’inflazione sulla proprietà è stata del 6,4% a dicembre rispetto a un anno prima, con un miglioramento rispetto al 7,7% di novembre. Ma i prezzi a dicembre sono cresciuti dello 0,3% rispetto a novembre.

Gli investitori sperano che il governo rivaluti lo yuan, per frenare l’inflazione, cosa che aumenterebbe il valore relativo degli immobili. Ma ieri Zhou Xiaochuan, governatore della Boc, ha ribadito la ferma intenzione del governo di tenerlo stabile.

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