28/07/2011, 00.00
CINA
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Sichuan, il governo ammette che il fiume è inquinato: scoppia il panico

A Mianyang, città di 300mila abitanti, all’annuncio del governo in migliaia si sono precipitati a comprare acqua minerale, con file lunghissime anche la notte. Il municipio ha assicurato che fornirà acqua sufficiente e che l’emergenza sarà breve, ma la gente non si fida.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Scene di panico nella sudoccidentale città di Mianyang (Sichuan), con centinaia di migliaia di persone che si sono precipitate a fare incetta di acqua minerale, dopo l’improvviso avviso lanciato dal governo il 26 luglio di non bere l’acqua del fiume Fujiang, inquinata per gli scarichi industriali. Giorno e notte si sono formate lunghissime file fuori dei negozi, che hanno presto esaurito le scorte di acqua in bottiglia, nonostante l’assicurazione del municipio che avrebbe fornito acqua per tutti.

Negli ultimi due giorni il municipio ha fornito oltre 3.600 tonnellate di acqua potabile e ha invitato i 300mila residenti urbani a non farne incetta, ha ammonito i venditori di non aumentare i prezzi. Ma non è stato ascoltato dalla popolazione, già molto preoccupata perché l’annuncio è arrivato giorni dopo che il 21 luglio i rifiuti tossici sono finiti nel fiume per uno scarico errato della fabbrica della Xichuan Minjiang Electrolytic Manganese a Songpan nella prefettura di Aba.

Ma Daofu, capo dell’ufficio di Mianyang per la Protezione ambientale, risponde che il fiume è stato tenuto sotto costante controllo e che solo il pomeriggio del 25 luglio sono risultate concentrazioni eccessive di manganese, ammoniaca e azoto. Egli stesso ammette che le autorità hanno comunque preferito aspettare e che il pomeriggio del 26 luglio i livelli di ammoniaca e azoto si erano abbassati mentre restava elevata la quantità di manganese: 1.89 milligrammi per litro, rispetto al limite consentito di 0,1 milligrammi/litro. Anche l’ammoniaca era presente in 3,349 milligrammi/litro, rispetto al massimo consentito di 0,5 milligrammi.

Fonti locali raccontano che, all’annuncio dell’inquinamento, migliaia di persone sono corse ai più vicini negozi, trovandoci file già lunghe. Esperti osservano come questo sia sintomatico dell’ormai scarsa fiducia della popolazione nei governanti.

Il fiume fornisce alla città il 70% dell’acqua potabile consumata, non risultano invece inquinate le altre fonti idriche. Un’eccessiva quantità di manganese nell’acqua può causare dissenteria e capogiri.

Le autorità sanitarie locali assicurano che il fiume tornerà presto normale.
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