24/11/2010, 00.00
EGITTO
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Sotto assedio la chiesa copta delle Piramidi che i fondamentalisti islamici non vogliono

Le forze di polizia hanno circondato la chiesa in costruzione, sequestrando quattro camion betoniera. Migliaia di copti presidiano il sito. L’Unione egiziana per i diritti umani chiede la destituzione delle autorità locali, che alimentano le tensioni interreligiose.

Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) - Fedeli copti e forze di sicurezza egiziane si sono affrontati domenica davanti alla chiesa dei santi Maria e Michele a Talbiya, nella zona delle Piramidi, Giza; la polizia, come in precedenza, vuole fermare i lavori di completamento della chiesa. E’ la seconda volta in dieci giorni che gli agenti cercano di penetrare nel perimetro dell’edificio sacro, che è presidiato da sacerdoti e fedeli. L’assedio è cominciato a mezzanotte, ed è durato sei ore. Sin dalle 21 la chiesa era gremita di fedeli in preghiera, perché ci si attendeva che le forze di sicurezza avrebbero tentato un’irruzione.

Gli agenti hanno circondato la chiesa e hanno confiscato quattro camion betoniera, che stavano dirigendosi verso la chiesa. Il contenuto dei camion è andato perduto. Nel frattempo circa duemila fedeli copti erano accorsi per unirsi a quelli già dentro la chiesa; ci sono state dimostrazioni e sit-in davanti alle forze di polizia, e il presidio continuerà, dicono le autorità religiose cristiane, fino a quando il problema non sarà risolto.

Naguib Ghobrial, presidente dell’Unione egiziana dei diritti umani, ha emesso un comunicato chiedendo che il capo delle autorità locali di Omraniya, che ha emesso l’ordine di intervento delle forze dell’ordine, sia destituito dal suo incarico. “la chiesa ha tutti i permessi necessari, e con il suo comportamento il capo delle autorità locali sta incoraggiando i radicali islamici a combattere contro i cristiani a causa della costruzione della chiesa, e facendo ciò incoraggia la sedizione”. I dimostranti dichiarano in maniera categorica di possedere tutti i permessi necessari per costruire la chiesa, che è quasi completata: mancano le rifiniture delle cupole.

Samira Ibrahim Shehata, una lavoratore volontario, che è stato a guardia della chiesa da quando è esplosa la crisi, all’inizio di novembre, ha detto: “Vorrei sapere perché è possibile costruire cento mosche, e non si può costruire una sola chiesa”. Nella zona di Talbiya vive un milione di copti, e non c’è una chiesa. I fedeli sono costretti a viaggi di chilometri la domenica per assistere alle funzioni religiose.

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