12/09/2006, 00.00
TAIWAN
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Taipei, dimostranti anti-Chen "assediano" la città

Ieri terzo giorno di pacifica protesta contro il presidente Chen Shui-bian: oltre 30 mila persone in piazza. Finora falliti i tentativi di mediazione tra il capo dello Stato ed i suoi oppositori.

Taipei (AsiaNews/Scmp) – Oltre 30 mila persone hanno manifestato ieri per il terzo giorno consecutivo contro il presidente taiwanese Chen Shui-bian, accusato di aver usato la sua posizione per favorire traffici economici all'interno della sua famiglia.

I dimostranti, indossando una maglia rossa simbolo di ira e facendo un sit-in davanti al palazzo presidenziale a Taipei, hanno annunciato di voler "assediare la città" per costringere il presidente alle dimissioni.

Jerry Fan Ke-hsin, portavoce dei dimostranti, ha detto che "nella seconda fase della protesta, faremo una marcia per assediare la città a partire dalla mezzanotte del 15 settembre". Ogni manifestante porterà una candela accesa e saranno divisi in due gruppi per circondare il Palazzo presidenziale e la residenza del Presidente, prima di convergere sulla stazione ferroviaria. I dimostranti vogliono manifestare presso la stazione fino al 21 settembre, per poi tornare al viale davanti al Palazzo presidenziale, dove daranno inizio alla terza fase della protesta. La polizia ha già approvato questo programma.

Chen è contestato per gli scandali giudiziari che hanno colpito lui, la sua famiglia e membri del governo. Egli è accusato di essersi appropriato di circa 36 milioni di nuovi dollari di Taiwan (circa 1,1 milioni di dollari americani) provenienti da casse pubbliche, mentre la moglie è accusata di avere ricevuto regali in forma di tangenti per aiutare alcune industrie dell'isola ed il genero è in giudizio per insider trading (illegale traffico di titoli societari) e lo scorso maggio è stato anche arrestato. Le proteste sono iniziate l'8 settembre, quando 100 mila persone hanno manifestato davanti al palazzo presidenziale.

Chen ha sempre risposto di voler mantenere l'incarico fino alle prossime elezioni, nel maggio 2008, ma ha cercato l'appoggio di alcuni parlamentari del governo e dell'opposizione, che glielo hanno rifiutato. (PB)

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