19/06/2015, 00.00
THAILANDIA - ASIA
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Thailandia: primo caso confermato di Mers, massima allerta contro la diffusione del virus

È un uomo d’affari di 75 anni originario dell’Oman, a Bangkok per trattare un problema cardiaco. Ora si trova in quarantena in una struttura specializzata. Altre 60 persone in osservazione. Per il ministro thai della Sanità la situazione è sotto controllo. In Corea del Sud 24 decessi accertati e 166 contagi, migliaia le persone in isolamento.

Bangkok (AsiaNews) - Il governo della Thailandia ha confermato il primo caso ufficiale di Sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers), il virus mortale che ha già ucciso 24 persone in Corea del Sud e scatenato l’allarme per una possibile diffusione in altre nazioni del continente. L’uomo, la cui identità non è stata rivelata, è ora in quarantena al Bamrajnaradur Hospital, una struttura specializzata in malattie infettive della provincia di Nonthaburi.

Secondo quanto riferiscono le autorità sanitarie thai, la persona contagiata è un75enne uomo d’affari originario dell’Oman, che avrebbe dovuto essere sottoposto a trattamenti sanitari per problemi di cuore in un ospedale della capitale. Egli è entrato nel Paese il 15 giugno scorso. 

I responsabili governativi hanno fatto scattare le misure precauzionali per cercare di contenere la diffusione del virus, identificando finora almeno 60 persone che sono entrate a contatto diretto con il paziente affetto da Mers. Fra questi vi sono tre parenti del 75enne, che lo hanno accompagnato in questo viaggio in Thailandia. 

Il Paese del Sud-est asiatico è una meta popolare in tutto il continente (e non solo) per il turismo di carattere sanitario. Ogni anno centinaia di persone provenienti dal Medio oriente si rivolgono ai centri specializzati di Bangkok per la cura delle più svariate patologie, dall’infertilità ai problemi cardiovascolari. 

In una nota ufficiale il ministro thai della Sanità Ratchata Ratchatanawin invita i cittadini a “non farsi prendere dal panico”, perché la situazione è sotto controllo delle autorità che operano “secondo gli standard fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità”. Egli aggiunge che le condizioni “del primo paziente” affetto da Mers in Thailandia “rimangono per il momento stabili”. 

Tuttavia, secondo i critici le autorità hanno impiegato almeno quattro giorni - e due test di laboratorio - per confermare il primo caso di Mers; il timore è che il virus, nel frattempo, possa avere contagiato altre persone. 

La Sindrome respiratoria mediorientale è provocata dal Coronavirus e si presenta come una patologia molto simile alla Sars che – divampata nel 2003 – ha ucciso almeno un migliaio di persone. Tuttavia, il virus della Mers sarebbe di gran lunga più mortale del precedente, sebbene meno contagioso: difatti il tasso di vittime si aggira attorno al 36%, rispetto al 10% della Sars, e al momento non vi sono vaccini né cure specifiche.

La Corea del Sud, prima nazione asiatica a essere colpita dal virus, ha registrato sinora 24 decessi e almeno 166 contagi. Al momento vi sono migliaia di persone in quarantena, nel tentativo di bloccarne la diffusione. Secondo le autorità sanitarie di Seoul il numero di contagi è in diminuzione, a conferma del fatto che l’infezione sta rallentando. Nella capitale coreana è giunta in queste ore anche Margaret Chan, capo dell’Oms, la quale esprime ottimismo sulle capacità dell’esecutivo di contenere la diffusione del virus “anche se ci vorrà un po’ più di tempo del previsto”. 

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