01/03/2013, 00.00
CINA
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Un nuovo nome (cinese) per lo smog, la popolazione si infuria

Mentre a Pechino e nel nord della Cina non si respira per l’altissimo livello di PM2,5 – il particolato inquinante e cancerogeno che deriva dalle emissioni industriali – il governo conia un nuovo nome cinese. La blogosfera e persino la Xinhua all’attacco: “Inopportuno farlo adesso”.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - "Tasso della felicità", "particelle di Pil" o "polvere con caratteristiche cinesi": sono i nomi proposti dai cittadini cinesi per definire il PM2,5 - particolato inquinante e molto pericoloso - che continua ad avvolgere la parte nord della Cina rendendo impossibile respirare e molto pericoloso muoversi per le città. La proposta è stata avanzata su internet per ridicolizzare la scelta delle autorità, che hanno pubblicato oggi un nuovo nome "ufficiale" per questa forma di inquinamento.

I livelli di PM2,5 (particolato - polveri - disperse nell'aria di 2,5 microgrammi al metro cubo) sono divenuti un incubo per la popolazione di Pechino. In alcune aree della capitale, ieri ha raggiunto addirittura un valore pari a 561 per metro cubo, ovvero "seriamente inquinato". Un valore di 100 è considerato pericoloso per la salute di persone con malattie a cuore o polmoni, anziani e bambini. L'Organizzazione mondiale della sanità pone a 20 il limite di normalità dell'aria.

Dopo un lungo dibattito fra meteorologi, linguisti ed esperti ambientali si è arrivati a coniare un nuovo termine per il PM2,5: xikeliwu, che tradotto significa "questione di particolato fine". I media statali hanno riportato con grande risalto la decisione, presa dopo un dibattito in cui gli esperti hanno proposto anche "polvere di smog" e "polvere sottile fluttuante". Ma la decisione ha fatto arrabbiare la blogosfera: "Danno un nome che non accenna alla pericolosità di questa polvere per non farci spaventare e avere meno pressioni".

Persino l'agenzia di stampa del governo, la Xinhua, ha criticato la mossa: "Inappropriata per un momento in cui lo smog è così forte e così poco è stato fatto dalle autorità. È davvero così importante dare un nome all'agente inquinante, quando la popolazione non ha un posto per nascondersi ed è costretta a respirare aria tossica?"

 

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