Un sito accademico dissacrante contro la corsa alla ricerca di Pechino
Online da un mese "S.H.I.T Journal" - giocando sul doppio senso dell’acronimo delle parole Science, Humanity, Information, Technology - sta facendo milioni di visualizzazioni, pubblicando studi su temi grotteschi presentati apparenemente con rigore. Una "protesta sottile" contro la pressione del Partito a pubblicare sempre più studi per certificare l'eccellenza delle università cinesi.
Milano (AsiaNews) - Lo scorso febbraio è stata lanciata sul web cinese una nuova “rivista accademica”, il cui nome rivela molto della sua natura irriverente. La neonata piattaforma online si chiama infatti “S.H.I.T. Journal”: quattro lettere che apparentemente costituiscono l’acronimo delle parole Science, Humanity, Information, Technology, ma il cui riferimento più esplicito è in realtà al termine inglese “escremento”. Il nome cinese della rivista è invece composto dai due caratteri “gou” di “fabbricare” e “shi” di “pietra”, omofoni rispettivamente delle parole “cane” e “feci” (quindi “feci di cane”), a cui sicuramente si intende alludere.
Questo gioco di significati ricorre anche nel logo della rivista: un cumulo di pietre gialle a forma piramidale con in cima la figura di un uomo che spinge un masso con le mani. L’idea è che la missione di “S.H.I.T.” sia quella di decostruire, di smontare attraverso la satira l’eccessivo formalismo delle pubblicazioni accademiche, spesso dettato da ragioni legate alla censura politica. Anche se questo aspetto non è direttamente menzionato dal giornale, è risaputo che con l’ascesa al potere del presidente Xi Jinping la libertà accademica
in Cina ha subito pesanti restrizioni.
Negli ultimi anni si è infatti assistito a un declino dell'autonomia universitaria e all’introduzione di maggiori controlli sui contenuti nell'insegnamento, nella ricerca e nell'editoria.
Sul sito web, “S.H.I.T.” è definito “il portale accademico ufficiale per gli studi sulla spazzatura interiore di alto livello”, il cui obiettivo consiste nel “fornire uno spazio a giovani ricercatori e studenti che sono stati rifiutati dalle principali riviste mainstream e che soffrono di un’intensa competizione e pressione editoriale, per dare sfogo alle proprie emozioni ed esprimere la propria creatività”.
Non una rivista accademica tradizionale, quindi, bensì un progetto sperimentale, avviato da un gruppo di ricercatori e influencer, volto a demistificare i meccanismi di valutazione della produzione scientifica nazionale che tendono a dare più importanza al formato degli articoli, invece che al valore e all’originalità dei contenuti.
La genialità di “S.H.I.T.” consiste nel non criticare direttamente questi fenomeni, ma di utilizzare l'imitazione e la parodia per ridicolizzarli, ottenendo così un effetto ironico e dissacrante.
Gli articoli pubblicati da “S.H.I.T.” presentano infatti una struttura e uno stile rigorosi, essendo comprensivi di abstract, parole chiave, introduzione, revisione della letteratura, bibliografia e persino DOI (l’identificativo digitale ndr), come nelle più rispettabili riviste scientifiche. Gli argomenti trattati sono però assurdi e fantasiosi, come dimostrano alcuni titoli: “Usare la meccanica quantistica per spiegare perché le persone sono single”, "Sull'effetto letale dei proiettili perforanti ad alto potenziale esplosivo da 152 mm sulle cellule tumorali", oppure "Inflazione monetaria nel mondo criminale: quanti soldi dovrebbero bruciare i genitori dell'Asia orientale per assicurarsi che i loro figli non spendano in modo sconsiderato?" e ancora "Passare troppo tempo in bagno è correlato a un aumento del 100% della produttività". I testi sono spesso correlati da statistiche e grafici fittizi, per dare maggiore credibilità alle tesi dimostrate.
“S.H.I.T.”, inoltre, replica fedelmente la struttura operativa delle riviste accademiche tradizionali, solo che i collaboratori vengono scherzosamente chiamati "operatori della defecazione", i revisori "annusatori", il comitato editoriale è invece composto da "spalatori di escrementi". E vanta anche un sistema di valutazione collettivo e decentrato, il quale ribalta completamente il modello tradizionale basato sull’opinione dei comitati scientifici che godono del diritto di veto singolo.
I nuovi manoscritti vengono inizialmente visualizzati in forma anonima nell'area del sito denominata "bagno a secco", dove gli utenti gli “annusatori” possono valutarli liberamente. Quelli che ottengono un maggiore successo passano alla categoria "fossa settica" per poi essere inclusi definitivamente nella "hall of fame". Gli articoli che ottengono i punteggi più bassi sono invece relegati nell'area "sedimentazione".
“S.H.I.T.” è dotata, infine, di un sistema di accesso che consente agli utenti di diventare membri ufficiali e di partecipare alle votazioni, commentare e monitorare i contributi. Essa include alcune funzionalità interattive che permettono la visualizzazione dei voti assegnati ai manoscritti in tempo reale, la suddivisione di questi ultimi in categorie in base alla loro popolarità e la ricerca dei contenuti. I netizen possono trovare facilmente all’interno del sito persone con interessi simili e formare gruppi per creare nuovi contenuti, respirando un’atmosfera comunitaria.
A circa un mese da suo lancio, la rivista “S.H.I.T.” ha superato i 100 milioni di visualizzazioni, diventando presto virale sul web cinese. Alcune espressioni colorite nate tra le sue pagine virtuali sono diventate dei “meme” e si sono diffusi rapidamente su piattaforme social come Douyin la versione cinese di TikTok Xiaohongshu (RedNote) e X.
Nonostante i toni canzonatori, la “protesta” condotta da “S.H.I.T.” ha contribuito a mettere in luce alcune criticità presenti all’interno delle università cinesi.
Come dimostra un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature, pratiche come quella del “pubblicare o perire” o del “determinare lo stipendio in base al merito”, hanno avuto effetti deleteri sul benessere psicologico dei docenti delle istituzioni universitarie cinesi, con ricadute sul loro rendimento. A queste si aggiunge l’implementazione dell’“Iniziativa della Doppia prima classe”, una strategia lanciata nel 2015 con l’intento di promuovere l’eccellenza nell’istruzione superiore in Cina e rafforzare la leadership globale del Paese nella formazione avanzata entro il 2050. L’eccessiva enfasi da essa riposta sulla alla qualità delle prestazioni accademiche e ai risultati della ricerca ha però provocato un notevole aumento dello stress nei docenti universitari, con ripercussioni sulla condotta accademica e la soddisfazione lavorativa.
Non sarà di certo una rivista satirica come “S.H.I.T” a cambiare i problemi all’interno del mondo accademico in Cina, ma senza dubbio questa sorta di “ribellione interna”, condotta da chi conosce bene le regole del gioco, può aprire una riflessione sull’assurdità di determinati meccanismi.





