07/09/2020, 13.51
BANGLADESH
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Una fuga da un gasdotto uccide 26 persone in una moschea

di Sumon Corraya

L'incidente è avvenuto durante la preghiera in una moschea nella zona di Narayanganj, a Fatullah. I vigili del fuoco hanno sostenuto che l'incendio potrebbe aver avuto luogo a causa di una fuga dal gasdotto sotterraneo, accumulatosi nel piano terra della moschea.

Narayanganj (AsiaNews) - Un incendio forse provocato da una fuga di gas ha provocato la morte di 26 musulmani all’interno di una moschea. L'incidente è avvenuto venerdì sera durante la preghiera in una moschea nella zona di Narayanganj, a Fatullah. Le vittime sono in maggioranza poveri.

Circa 45 musulmani erano all'interno della moschea per la preghiera e tutti sono rimasti feriti. Fino a domenica notte i deceduti erano ben 26. Altri undici sono ricoverati in ospedale, sei dei quali in terapia intensiva.

I vigili del fuoco hanno sostenuto che l'incendio potrebbe aver avuto luogo a causa di una fuga dal gasdotto sotterraneo, accumulatosi nel piano terra della moschea.

Le vittime degli incendi sono ricoverate nel Sheikh Hasina National Institute of Burn and Plastic Surgery, a Dhaka. Il dottor Samanta Lal Sen ha detto che nessuna delle vittime è ancora fuori pericolo.

La sonda dei vigili del fuoco e della protezione civile deve scavare oggi il pavimento della moschea Narayanganj colpita dall'esplosione per vedere se il gasdotto che scorre sotto la struttura a tre piani perde.

Il governo ha annunciato aiuti per le vittime dell'incendio. I familiari dei morti  riceveranno 20mila BDT (circa 200 euro) e quelli DEI feriti 10mila BDT (circa 100 euro).

I musulmani, in genere, assistono alla preghiera con i membri della famiglia e in questa vicenda, diversi membri delle famiglie sono morti nell'incendio.

Tra loro Julhas Unndi, 30 anni e il suo unico figlio Jubair, 7 anni, sono rimasti feriti nell'incendio durante la preghiera. Julhas Unndi è morto lo stesso giorno. Ieri è morto anche suo figlio Jubair. Rahima Begum, 25 anni, lavoratrice dell'abbigliamento, piangendo ha detto: “Mio figlio stava guardando i cartoni animati in TV. L'ho mandato con forza con suo padre per la preghiera. Se non lo avessi mandato, mio ​​figlio sarebbe vivo adesso".

Abdullah Al Arefin, vicedirettore dei vigili del fuoco e della protezione civile di Narayanganj, ha già iniziato a indagare sull'incidente. Abdullah Al Arefin ha detto: "Stiamo anche controllando i collegamenti elettrici della moschea con l'aiuto degli esperti".

Ieri il primo ministro Sheikh Hasina ha chiesto alle autorità responsabili di chiarire  il motivo dell'esplosione mortale nella moschea di Narayanganj. "Ho incaricato – ha detto - il segretario di gabinetto e altre autorità a scoprire il motivo delll'esplosione". Stava parlando al Jatiya Sangsad (Parlamento) mentre prendeva parte a una discussione su una mozione sui necrologi.

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