04/09/2006, 00.00
FILIPPINE
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Vescovi filippini: "Aiutate le vittime del disastro ambientale delle Guimaras"

di Santosh Digal

Le isole sono state colpite da una fuoriuscita di petrolio. Il presidente della Commissione episcopale chiede solidarietà, mentre un parroco della zona sottolinea la mancanza di cibo e la gravità del danno.

Manila (AsiaNews) – La Conferenza episcopale delle Filippine ha chiesto ieri ai fedeli di "fornire tutto l'aiuto possibile alle comunità di Visayas", colpite "da un disastro ambientale senza precedenti, che rischia di mettere a repentaglio la vita di flora e fauna locale".

A provocare il disastro, il ribaltamento di una petroliera al largo delle isole Guimaras avvenuto l'11 agosto scorso: circa il 10 % dei due milioni di litri di petrolio che trasportava si sono riversati su 200 chilometri di costa.

Il presidente della Conferenza, mons. Angel Lagdameo, ha rivolto l'invito al termine di un incontro con i residenti delle zone più colpite dal disastro, in particolare i cittadini di La Paz: "Qui – ha detto – è divenuto tutto nero: sabbia, pietre, legname e persino le mangrovie". Il prelato ha spronato "tutti i cattolici a dare una mano, un atto cristiano nei confronti di coloro che non hanno modo di uscire da soli da questa situazione".

Il presule - che guida l'arcidiocesi di Jaro, anch'essa colpita dalla fuoriuscita – ha detto: "Possiamo anche non essere gli autori di tale disastro, ma possiamo fare tanto per coloro che lo subiscono, portando aiuto materiale a chi ha visto al propria vita distrutta". "Dobbiamo essere solidali fra di noi – ha aggiunto – perché siamo uniti nel corpo di Cristo: la sofferenza che prova una parte, si estende a tutte le altre".

In conclusione, mons. Lagdameo ha chiesto un'inchiesta "esauriente ma onesta" per capire di chi è la responsabilità dell'accaduto.

Il parroco della chiesa di s. Vincenzo Ferrer a Nueva Valencia, p. Maloney Gotera, ha spiegato ad AsiaNews che ora "il problema principale è il cibo: questa gente ha sempre vissuto di pesca, ma ora non può più uscire con le barche e non sa come trovare sostegno economico".

Il parroco ha aggiunto che "molti, fra singoli e gruppi, hanno risposto in maniera generosa alle necessità della popolazione, ma i danni causati dal petrolio verranno sanati solo fra molto tempo. Non devono essere dimenticati".

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