30/01/2007, 00.00
FILIPPINE
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Vescovi filippini: “Elezioni libere e credibili”

di Santosh Digal
I presuli invitano il Paese ad una consultazione elettorale onesta: il rischio è quello di distruggere la fiducia della popolazione nei suoi governanti. I fedeli invitati a partecipare all’intero processo, per dare credibilità al voto.
Manila (AsiaNews) – Le prossime elezioni locali nelle Filippine devono essere “libere e credibili” perché il Paese “non è in grado di affrontare un nuovo scandalo  politico” che potrebbe “distruggere per sempre la fiducia e la speranza che la popolazione ripone in chi la governa”. E’ questo il senso del comunicato pubblicato ieri dalla Conferenza episcopale delle Filippine al termine dell’Assemblea plenaria che si è svolta a Manila, cui hanno partecipato 96 vescovi da tutto il Paese. Il testo è stato inviato a tutte le parrocchie delle Filippine, oltre 2.800, e sarà letto al termine delle messe domenicali fino al voto.
 
Il presidente dell’organismo, mons. Angel N. Lagdameo, ha aggiunto: “I fedeli devono partecipare a questo processo di pulitura elettorale. Questo significa che le organizzazioni e le istituzioni cattoliche si devono mobilitare e collegare fra loro e con altri gruppi per lavorare insieme alla stessa, nobile causa”. I fedeli, Inoltre, sono invitati ad essere “coinvolti in tutto - campagna elettorale, controllo dei voti e riconteggio – per assicurare un risultato onesto e credibile. E’ un modo per aiutare il Comelec [organismo governativo che controlla il voto ndr], che in passato ha avuto bisogno di sostegno”.
 
L’appello è simile a quello pubblicato in occasione delle ultime consultazioni elettorali: questa volta, però, i presuli non danno indicazioni su chi votare. Secondo mons. Lagdameo, “le indicazioni sono già state date in passato: non vogliamo ripetere ciò che è stato già detto anche per il voto del 14 maggio”. 
Fonti ecclesiali, intervistate da AsiaNews, commentano: “E’ un dato di fatto che i brogli, nelle Filippine, avvengano in tutte le consultazioni elettorali, data la grande influenza di famiglie ‘feudali’ che cercano di determinare l’esito del voto. E’ quindi positivo che laici del Paese vogliano impegnarsi per contrastare il fenomeno”.
Inoltre, “l’appello di vescovi e sacerdoti alla formazione di questi gruppi civici di controllo è da apprezzare, a patto che l’impegno del clero non sia diretto. La Chiesa è una delle istituzioni più credibili del Paese, ed il suo desiderio di garantire elezioni trasparenti viene apprezzato da tutti, persino dal governo”.
 
Addirittura il presidente Arroyo “ha nominato un membro del suo gabinetto, che ha il compito di aiutare la Conferenza episcopale a formare e distribuire per i seggi questi gruppi di controllo”.
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