27/04/2009, 00.00
INDIA
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Vescovo Dabre: difendere “il sacrosanto principio della laicità” per salvare il Paese

di Nirmala Carvalho
Mons. Thomas Dabre parla delle elezioni in corso e del compito del prossimo governo. Le minoranze religiose e culturali rappresentano un sesto della popolazione dell’India. “Non ci può essere progresso e sviluppo” quando intere fette della società “languiscono nella povertà”. L’autorità morale dell’India a livello internazionale è macchiata da persecuzioni e discriminazioni verso le minoranze.
Mumbai (AsiaNews) - Difesa della laicità, riconoscimento dei diritti delle minoranze e lotta alla povertà. Sono questi le tre richieste che mons. Thomas Dabre, vescovo eletto di Pune e amministratore apostolico di Vasai, rivolge al futuro governo dell’India.
 
Mentre il Paese sta affrontando la lunga maratona elettorale per il rinnovo del Lok Sahba, la camera bassa del parlamento nazionale, il presule confida ad AsiaNews le sue attese per il risultato del voto. “Le minoranze dovrebbero ottenere un trattamento giusto ed equo in tutti gli Stati della nella nostra madrepatria”, afferma mons. Dabre. Riferendosi alle limitazioni e alle privazioni inflitte alle comunità cristiane e alle minoranze religiose nel Paese ricorda che l’articolo 25 della Costituzione garantisce a tutti i credenti di ogni religione “la libertà di praticare e diffondere il loro credo”. Per questo si augura che il prossimo governo si impegni per affermare “il sacrosanto principio della laicità”.
 
Circa 200milioni di abitanti dell’India, quasi un sesto della popolazione, appartengono a minoranze culturali e religiose e “non possono essere emarginati e bistrattati dalla nazione” . Per mons. Dabre si tratta di un patrimonio che non può andare perso. Il contributo che le minoranze possono portare nella costruzione della società indiana “non è un favore che viene loro concesso, ma un diritto da rispettare” per garantire “l’unità e l’integrità dell’India” e “contribuire al rafforzamento dei legami e della cooperazione tra i popoli degli Stati”.
 
Per il vescovo eletto di Pune il futuro governo deve garantire le basi per lo sviluppo di una società inclusiva. E se la laicità è il principio di base nell’affermazione di questo processo, la lotta alla povertà è un dovere necessario perché la democrazia ed il rispetto dei diritti siano estesi a tutte le componenti della società. “Non ci può essere progresso e sviluppo del Paese - afferma mons. Dabre - con minoranze disprezzate che languiscono nella povertà”.
 
Il peso stesso dell’India nello scenario globale è legato alla sua capacità di far convivere e integrare le minoranze e le diversità che ne caratterizzano la società. Mons. Dabre afferma che la fama di “democrazia più grande del mondo” attribuita al Paese potrà essere difesa e sostenuta solo attraverso la salvaguardia della laicità e l’inclusione delle minoranze. “L’autorità morale necessaria per svolgere un ruolo di rilievo a livello  internazionale - spiega il vescovo - risulterà indebolita se le minoranze continueranno ad essere perseguitate ed emarginate. E l’immagine del Paese sarà macchiata”.
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