Vientiane si apre ai mercati. Sul confine cinese da anni la moneta ufficiale è lo yuan
Vientiane (AsiaNews/Agenzie) – Il Laos, uno dei regimi comunisti più duri al mondo insieme alla Corea del Nord, si apre al mercato azionario. La prima Borsa valori è stata aperta nei giorni scorsi a Vientiane e la decisione del regime ha raccolto il favore della comunità internazionale, soprattutto la Cina, che ha già intuito nel Paese le nuove opportunità di investimento economico.
In un’intervista a Bloomberg, Mark Mobius, economista statunitense e presidente del Templeton Emerging Markets Group, afferma che il Laos è ricco di risorse e con l’apertura della Borsa sta cercando di replicare i successi altri Paesi comunisti come il Vietnam e la Cina, sviluppando mercati per facilitare la crescita e creare posti di lavoro per una delle popolazioni più giovani in Asia. Mobius sottolinea che nei prossimi anni la crescita del Laos, considerata la più piccola economia del Sud est asiatico, supererà il 7%, attestandosi sui livelli di altri mercati emergenti come Cina, Thailandia e gli altri Paesi dell’Asean. A dimostrare la fiducia del mercato nel nuovo mercato azionario asiatico, l’economista cita l’impennata dei titoli della Banque puor le Commerce Exterieur Lao Pcl e della Edl- Generation Pcl, che al loro debutto sono salite rispettivamente del 45% e del 9,3%. L’economista aggiunge che il Paese è un’ottima opportunità di investimento soprattutto per la sua domanda di energia elettrica per lo sfruttamento delle risorse minerarie.
Intanto, la Cina ha già iniziato da anni i suoi investimenti nelle aree di confine con il Laos. Di recente Pechino ha iniziato la costruzione di un nuovo complesso turistico, con casinò, alberghi e ristoranti che darà lavoro a oltre 200mila lavoratori cinesi e alle famiglie. La nuova costruzione fa parte del progetto della zona economica speciale guidata dalla Cina (Sez), area di investimento cinese fatta in collaborazione con le autorità del Laos. Il complesso sarà il terzo costruito e gestito dalla Cina sul territorio insieme a quello di Bokeo e di Boten. Le due località sono da anni meta di turisti provenienti da Cina e Thailandia, dove il gioco d'azzardo è ufficialmente illegale. A Boten il giro d'affari è tale che in pochi anni il cinese è diventato la lingua ufficiale e si paga solo in yuan.
Retto da un governo comunista dal 1975, il Laos ha iniziato le riforme del mercato nel 1980. Nel Paese vivono 7 milioni di persone. Di queste il 40% ha un’età inferiore ai 15 anni e guadagna poco più di 2 dollari al giorno. Con la nuova riforma l’attuale leadership punta a integrare l’economia locale con quella globale. L’obiettivo dei prossimi cin que anni è attirare fino a 15 miliardi di dollari Usa e entrare nella World Trade Organization (Wto). Il Laos ha seguito le stesse orme di Thailandia e Vietnam oggi con 478 e 275 società quotate in Borsa.





