14/09/2006, 00.00
VIETNAM
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Xuan Loc, il governo permette la costruzione della nuova ala del seminario S. Giuseppe

di Nguyen Van Tranh

La Chiesa aveva chiesto da anni di poter aprire uno spazio dove ospitare il gran numero di giovani che ogni anno chiedono di divenire sacerdoti. La decisione presa in vista del prossimo ingresso del Vietnam nell'Organizzazione mondiale del commercio.

Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Dopo anni di richieste inascoltate, il governo vietnamita ha permesso la costruzione della seconda parte del seminario maggiore di S. Giuseppe, nella diocesi di Xuan Loc, necessaria per ospitare il gran numero di seminaristi che ogni anno bussano alle sue porte. Questo nuovo edificio ospiterà gli studenti di quattro diocesi: Xuan Loc, Phan Thiet, Da Lat e Ba Ria.

Lo hanno reso noto i vescovi vietnamiti nel corso di una messa di ringraziamento per la decisione del governo, che è stata celebrata il 26 agosto scorso ad Ho Chi Minh City. Alla funzione erano presenti mons. Dominique Nguyen Chu Trinh, vescovo di Xuan Loc, mons. Peter Nguyen Van Nhon, vescovo di Da Lat e mons. Anton Vu Huy Chuong, vescovo di Hung Hoa.

Insieme a loro, il p. Nguyen Van Huong, presidente della Commissione per l'azione sociale e pastorale di Ho Chi Minh City, la dirigenza del seminario, diversi sacerdoti e seminaristi.

La decisione era stata presa nel governo già nel dicembre del 2005, ma si è dovuto attendere diversi mesi per la sua attuazione. Al riguardo, Nguyen Thanh, vice presidente della Commissione del popolo di Ho Chi Minh City, dice: "Il governo vietnamita ed il Partito comunista locale hanno una politica di rispetto per la libertà religiosa e la vita spirituale della popolazione. Qui, i leader religiosi possono trovare le migliori condizioni possibile per stabilire qualche attività di tipo religioso, tanto che al momento se ne contano 15mila".

Durante la sua omelia, mons. Nguyen Chu Trinh ha detto: "Fondare un seminario è fondamentale per il futuro di una diocesi, ma anche della Chiesa. Questo perché le diocesi, le parrocchie, i distretti ed i seminari così come ogni campo sociale in cui operano i cattolici dipendono dai sacerdoti".

Il presule ha poi sottolineato che "il futuro del sacerdozio cammina di pari passo con la formazione dei seminaristi. Per questo, il primo problema dei vescovi è l'educazione e l'edificazione dei seminari, che vengono giustamente chiamati l'occhio del vescovo".

Per alcuni, la decisione del governo è solo un segnale distensivo inviato verso l'Organizzazione mondiale del Commercio: il Vietnam spera infatti di potersi presto unire a questo "mercato mondiale" e sa che buona parte della decisione spetta a Washington, che non vede di buon occhio le limitazioni alla libertà religiosa.

Molti cattolici locali, tuttavia, sperano e pregano affinché questo nuovo atteggiamento sia "il nuovo corso della società socialista vietnamita".

Xuan Loc è la diocesi con la più alta percentuale di cattolici in Vietnam, con 954.368 fedeli. Molti di loro sono profughi fuggiti dal nord dagli anni '50 in poi, dopo la costituzione della Repubblica Popolare del Vietnam del Nord.

I cattolici in Vietnam sono ufficialmente 5,6 milioni. La Chiesa e le religioni sono sottoposte a controllo pressoché totale. Il governo tende a frenare la libertà religiosa e l'evangelizzazione, ma a valorizzare l'impegno dei cattolici nell'educazione, nella cura dei malati, dei lebbrosi.

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