01/03/2022, 11.10
COREA DEL SUD
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Yoon, l'ex procuratore che vuole voltare pagina a Seoul

di Guido Alberto Casanova

Alle elezioni presidenziali del 9 marzo si profila un testa a testa in cui il candidato conservatore mira ad archiviare l'era Moon. Meno pubblico e più privato nell'economia, rilancio alla produzione di energia nucleare, eliminazione del ministero della parità di genere tra i punti del suo programma.

Seoul (AsiaNews) - Il 9 marzo la Corea del Sud si recherà ai seggi per eleggere il nuovo presidente. Stando agli ultimi sondaggi, il risultato dovrebbe essere un testa a testa tra il candidato democratico, Lee Jae-myung, e quello conservatore, Yoon Seok-youl. Sebbene con un margine sempre più ristretto, Yoon è arrivato primo in quasi tutti i sondaggi delle ultime settimane.

La carriera politica di Yoon è la storia di un’ascesa fulminea. Il candidato dell’opposizione infatti fino al marzo scorso era il procuratore generale della Corea del Sud. Noto per aver condotto l’indagine che nel 2017 portò alla deposizione dell’allora presidente conservatrice Park Geun-hye, a Yoon è stato affidato l’incarico di procuratore generale dal democratico Moon Jae-in nel 2019. Tra i due tuttavia non c’è stata alcuna luna di miele: il nuovo procuratore generale infatti non ha perso tempo iniziando subito a prendere di mira esponenti del governo democratico coinvolti in alcuni scandali, scatenando così una guerriglia tra la presidenza e l’ufficio del procuratore. Tale conflitto istituzionale è durato fino all’anno scorso, quando Yoon si è dimesso ed ha deciso di entrare in politica.

L’impegno per difendere l’indipendenza dell’istituzione dalle proposte di riforma avanzate da Moon ha avvicinato il partito conservatore a Yoon, il quale ne è diventato membro la scorsa estate andando poi a vincere le primarie del partito e ottenendo la candidatura alla presidenza per i conservatori a novembre.

Essere l’uomo nuovo della politica sudcoreana però comporta anche delle complicazioni. Yoon infatti non ha esperienza come politico, ed è difficile valutare le sue capacità di amministrare la cosa pubblica. Tuttavia, il suo programma elettorale è in gran parte basato sulla revisione delle politiche varate dal governo di Moon, in particolare nel settore immobiliare i cui prezzi negli ultimi anni sono andati fuori controllo.

In termini di politica economica, Yoon propone un’inversione di rotta rispetto alle misure dell’attuale governo democratico. Criticando l’approccio eccessivamente dirigista adottato da Moon (ad esempio con l’introduzione del Korean New Deal), il candidato conservatore ha posto l’accento sul ruolo del settore privato come traino della ripresa economica post-Covid. Yoon ha promesso di lasciare alle imprese l’iniziativa, assicurando loro sostegno finanziario e regolatorio per innovare e creare nuovi posti di lavoro. A tal fine dovrebbero anche essere riviste nel senso di una maggior flessibilità la politica sugli aumenti del salario minimo e sulla riduzione delle ore della settimana lavorativa, due politiche adottate da Moon.

Sulla politica energetica Yoon ha già espresso il proprio scetticismo riguardo alla possibilità di raggiungere entro il 2050 gli obiettivi di eco-sostenibilità fissati dall’attuale governo. Per far fronte alla crescente domanda energetica del Paese, Yoon ha dichiarato di voler ridare slancio alla produzione di energia nucleare, un settore che negli ultimi anni il governo democratico sembrava intenzionato a smantellare.

In tema di politiche sociali poi ha fatto molto discutere la proposta di eliminare in Ministero per la parità di genere e la famiglia, accusato da Yoon di aver approfondito le divisioni tra uomini e donne. La proposta, lanciata su Facebook, si inserisce nel quadro dell’intenso conflitto culturale all’interno della società sudcoreana animato dalle posizioni di indifferenza di molti giovani uomini contro le istanze del femminismo. Il partito conservatore mira infatti a fare dei giovani sudcoreani sui 20-30 anni un proprio bacino elettorale.

Ciò che però colpisce è che in questa campagna elettorale i programmi politici non siano mai davvero entrati al centro del dibattito pubblico. Più che le proposte, ad attrarre l’attenzione sono stati i diverbi, le accuse reciproche e la diffusione di una comunicazione sensazionalistica. In un certo senso queste logiche elettorali fanno il gioco di Yoon. Senza mai dover essere entrato a fondo nei dettagli del proprio programma, il candidato conservatore potrebbe godere di un discreto margine di manovra nel caso in cui venisse eletto.

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