14/11/2006, 00.00
FILIPPINE
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Zamboanga, per riscoprire la spiritualità di islam e cristianesimo

Per il p. D'Ambra, del Pontificio Istituto Missioni Estere, solo ritornando ai valori spirituali di entrambe le religioni si può raggiungere la pace e la convivenza reciproca. Previsti 5 giorni di incontri e riflessioni ed un ricordo per il defunto vescovo Tudtud, "pioniere" del dialogo fra cristiani e musulmani.

Zamboanga (AsiaNews) – Capire "la spiritualità della religione cristiana e di quella musulmana" e grazie a questa consapevolezza "ricavare alcune lezioni importanti per il dialogo fra le culture": sono questi gli scopi principali del simposio nazionale interreligioso organizzato da cristiani e musulmani a Zamboanga, nel sud delle Filippine.

L'incontro, che dura dal 15 al 19 novembre, è il frutto degli sforzi congiunti del movimento per il dialogo interreligioso Silsilah – diretto dal p. Sebastiano D'Ambra, del Pontificio Istituto Missioni Estere –, dell'Istituto islamico dell'Università delle Filippine e di quello della Spiritualità in Asia.

Nel corso dei 4 giorni di incontro sono previsti seminari tenuti dai maggiori esperti religiosi filippini e stranieri, che verteranno su "dialogo e la spiritualità, uniche strade per la pace e lo sviluppo".

Previsti inoltre dibattiti, gruppi di studio e la proiezione di "Bagong Buwan", pellicola della regista musulmana e membro del Silsilah Marilou Diaz-Abaya. In conclusione è stata fissata una Notte della solidarietà, in cui verrà ricordato il defunto vescovo Bienvenido S. Tudtud, pioniere del dialogo interreligioso nel Paese.

Il p. D'Ambra spiega ad AsiaNews che "il dialogo presuppone che una cultura rispetti le altre. Questo rispetto implica un'apertura ad essere influenzati ed arricchiti da queste altre. Queste parole  sono state pronunciate dal defunto vescovo Bienvenido S. Tudtud, uno dei primi a muoversi verso il dialogo interreligioso nelle Filippine, in maniera particolare al confronto fra cristiani e musulmani". Il missionario spiega che "il dialogo, se vive in un'atmosfera di rispetto ed apertura, non produce solo pace: esso serve anche a rafforzare la fede dei singoli e l'arricchimento reciproco delle culture. Questa consapevolezza deve essere incoraggiato non solo a livello umano, ma anche accademico e teologico, come un'esperienza spirituale".

Per p. D'Ambra "sempre più spesso sono i conflitti che preoccupano le persone, che non rivolgono più la mente agli elementi di pace che conducono a Dio. Bisogna tornare a capire ad un livello profondo perché è necessario lavorare insieme per la pace. Capire meglio il piano misterioso di Dio per l'umanità: la spiritualità della religione è fondamentale per portare a termine con successo ogni tipo di trasformazione, personale e sociale".

"Questo simposio – conclude – mette a portata di mano un'opportunità di ricchezza reciproca tramite uno 'scambio di tesori' da entrambe le tradizioni religiose. Spero che i partecipanti diano il loro contributo sincero tramite delle riflessioni e contro la tradizione di un mondo colpito da violenza e materialismo, dove gli aspetti più egoistici della globalizzazione mettono in pericolo le tradizioni religiose e la stessa umanità".

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