11/01/2016, 00.00
HONG KONG

“Basta coi rapimenti”: a migliaia in piazza per gli editori spariti ad Hong Kong

Almeno 3500 persone hanno marciato fino agli uffici di Pechino nel Territorio chiedendo il rilascio dei cinque dirigenti, critici della Cina, scomparsi a fine dicembre. Crescono i sospetti sul coinvolgimento della polizia cinese.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Migliaia di cittadini di Hong Kong sono scesi in piazza nelle ultime ore per protestare contro le misteriose sparizioni di cinque dirigenti di case editrici avvenute a fine dicembre, chiedendo l’immediato rilascio dei coinvolti. Secondo i manifestanti, gli uomini (alcuni dei quali provvisti di passaporto europeo) sarebbero stati prelevati dalla polizia cinese. Le case editrici, infatti, sono specializzate in testi sulla lotta per il potere nella Cina continentale e sulla vita privata dei leader comunisti.

Secondo la polizia di Hong Kong, almeno 3500 cittadini hanno marciato per il centro città gridando slogan come “no ai rapimenti al di là del confine” e “basta rapimenti politici”. Secondo gli organizzatori, le persone erano almeno 6mila. La marcia è partita dalla sede del governo del Territorio, nel distretto finanziario di Admiralty, e si è conclusa davanti all’ufficio di Pechino per le relazioni con Hong Kong, nel distretto occidentale di Sai Wan.

Tra i simboli messi in mostra dai manifestanti c’erano i nastri gialli del movimento Occupy del 2014 e le bandiere di Hong Kong dell’era coloniale, insieme a cartelli con scritto: “Hong Kong non è la Cina”.

L’ultimo editore scomparso è Lee Bo, dirigente della Causeway Bay Bookshop, svanito nel nulla il 30 dicembre 2015. Egli avrebbe inviato via fax una lettera a un collega in cui sostiene di “aver deciso di collaborare con la polizia a un’inchiesta importante”, mentre la moglie ha ritirato la denuncia per la sua sparizione alla polizia del Territorio. La polizia di Hong Kong o lo ha inserito nella lista delle persone scomparse. Gli agenti stanno esaminando le telecamere di sicurezza per capire se siano coinvolti o meno agenti della sicurezza cinese.

Fondata nel 1994, la Causeway Bay è divenuta molto popolare fra i cinesi in visita a Hong Kong proprio per la disponibilità di libri proibiti in patria. Negli ultimi anni, sono molti gli editori del Territorio finiti in carcere nella Cina continentale per questa attività: fra loro Yiu Man-tin, condannato a 10 anni di galera per “contrabbando”, Wang Jianmin e Wo Zhonxiao, arrestati per “attività economiche illecite”.

Oltre a Lee Bo sono irreperibili da tempo il cittadino svedese Gui Minhai, proprietario della casa editrice Mighty Current, sparito nell’ottobre 2015 in Thailandia; Lam Wing-kei, manager della libreria; Lui Bo, general manager della casa editrice; Cheung Jiping, capo del settore commerciale. Gli ultimi tre sono irrintracciabili dal novembre 2015.

Nei giorni scorsi, il Capo dell’Esecutivo Leung Chun-ying, ha dichiarato che “non sarebbe accettabile vedere agenzie di sicurezza cinese operare in Hong Kong, in violazione alla Basic Law [la piccola “Costituzione” del Territorio ndr]. Tuttavia non abbiamo indicazioni o prove del loro coinvolgimento”.

Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
L’editore Gui Minhai ‘rapito’ ancora una volta dalla polizia, davanti a due diplomatici svedesi
23/01/2018 08:47
Hong Kong, la “confessione televisiva” dell’editore sparito Lee Bo
01/03/2016 11:55
Cina, uno dei cinque editori scomparsi “confessa” in tv. Ma i conti non tornano
18/01/2016 08:53
La sparizione dei librai imbarazza Pechino e spacca il governo di Hong Kong
12/01/2016
Migliaia protestano per ‘proteggere Hong Kong’ dalle interferenze di Pechino
02/01/2018 12:07