10/12/2019, 11.45
INDIA
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Arcivescovo e suora cattolica premiati per ‘la pace e i diritti umani’ in India

Mons. Thomas Menamparamil, 83 anni, è l’emerito di Guwahati, in Assam. Sr. Rose Tom è una ginecologa che ha lasciato un posto di rilievo in un grande ospedale del Kerala per servire i malati e la Chiesa in Arunachal Pradesh. I premi sono per “i collaboratori che lavorano dietro le quinte”.

New Delhi (AsiaNews) – Un arcivescovo e una suora cattolica sono stati premiati per il loro contributo alla pace e al sostegno dei diritti umani in India. Sono mons. Thomas Menamparamil, 83 anni, emerito di Guwahati, e sr. Rose Tom, 67, della congregazione del Sacro cuore. Il prelato è un noto operatore di pace nel nord-est del Paese, in particolare tra i gruppi etnici dell’Assam; la religiosa è una ginecologa, originaria del Kerala, che al momento lavora per combattere la mortalità infantile in Arunachal Pradesh.

La cerimonia si è tenuta il 9 dicembre all’India Islamic Centre Auditorium della capitale. I riconoscimenti sono stati assegnati dall’International Human Rights Council. Mons. Menamparampil ha ricevuto il titolo “Ambasciatore di pace” e la suora quello per i “Diritti umani internazionali”.

Alla consegna del premio, l’arcivescovo di Guwahati ha sottolineato che “il segreto del successo di ogni sforzo di pace sta nella capacità di ascoltare”.  Poi ha aggiunto: “Il Vangelo è pace, riconciliazione tra le comunità e unire le persone. La gioia derivante da un processo di pace è senza uguali. È una gioia che nessuno può togliere”. Da parte sua, sr. Rose ha detto emozionata: “Sono sopraffatta da questa onorificenza. Il premio è per le centinaia di operatori sanitari come me che camminano per giorni interi per raggiungere i villaggi più lontani dell’Arunachal Pradesh pur di prendersi cura dei malati”.

La suora è arrivata nello Stato del nord-est nel 2015, su invito di mons. George Pallipparambil, vescovo di Miao, per offrire le sue competenze al servizio del Krick and Bourry Memorial Hospital, nel villaggio di Injan, l’unico nosocomio della Chiesa cattolica nello Stato nord-orientale. La dottoressa, racconta il vescovo, “ha accettato di lasciare un posto di rilievo come sovrintendente sanitario in un grande ospedale del Kerala e si è trasferita. È diventata davvero una benedizione per le persone. Più che le cure mediche in sé, sta dando un contributo fondamentale nell’accrescere la consapevolezza, perché purtroppo molte morti sono dovute all’ignoranza delle persone [in termini di igiene personale e salute]”.

Con un’esperienza di oltre 30 anni nelle cure materne e neonatali, sr. Rose afferma che “il servizio sanitario è tuttora il problema più serio per la popolazione”. Secondo un recente studio, spiega la religiosa, in Arunachal Pradesh “il tasso di mortalità infantile è di 36 decessi ogni 1.000 nati, ciò il più alto dal 2000 e uno dei peggiori di tutto il Paese. Attraverso le nostre cliniche mobili e gli operatori sanitari che operano nei villaggi, noi facciamo di tutto per educare e diffondere le conoscenze tra le persone, in modo da ridurre la mortalità”. (A.C.F.)

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