24/05/2011, 00.00
PAKISTAN
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Asia Bibi: dopo la morte di Bin Laden, rafforzata la sicurezza in carcere

di Jibran Khan
Il presidente della Masihi Foundation conferma il crescente livello di allerta attorno alla madre cattolica, condannata a morte per blasfemia. La fede della donna resta salda, prega e digiuna per i cristiani e il Pakistan. L’attivista aggiunge che nel Paese prende piede “una forma peggiore di estremismo”.
Lahore (AsiaNews) – L’uccisione di Osama Bin Laden ha comportato un rafforzamento delle misure di sicurezza attorno ad Asia Bibi, 45nne cattolica e madre di cinque figli, condannata a morte per blasfemia. Lo riferisce ad AsiaNews Haroon Barkat Masih, presidente della Masihi Foundation, organizzazione pro-diritti umani incaricata della sua tutela legale. La donna è rinchiusa nella sezione femminile della prigione di Sheikhupura (vicino Lahore, nel Punjab) ed è oggetto di continue minacce degli estremisti islamici. Tuttavia, la sua fede resta salda e non ha perso la speranza di essere presto liberata. Per questo, “prega e digiuna con regolarità nonostante il fisico debole e vulnerabile”.
 
La vicenda di Asia Bibi ha toccato i governi occidentali e numerose organizzazioni in tutto il mondo. Nel novembre scorso, durante l’udienza generale del mercoledì, papa Benedetto XVI ha lanciato un appello per la liberazione e ha chiesto al governo pakistano di abrogare la “legge nera”. Un gruppo di 736 membri del Parlamento europeo hanno sottoscritto una petizione, chiedendo al presidente Asif Ali Zardari di modificare la legge.
 
A sua difesa sono intervenuti anche l'ex governatore del Punjab Salman Taseer e il ministro [cattolico] per le Minoranze religiose Shahbaz Bhatti. Per aver perorato la causa della madre cattolica e chiesto emendamenti alle famigerate leggi sulla blasfemia, entrambi sono stati assassinati (Taseer a gennaio, Bhatti a marzo) da gruppi vicini all’estremismo islamico e ai talebani pakistani.
 
In carcere fra imponenti misure di sicurezza e in attesa dell’appello, la donna è oggetto di continue minacce di morte da parte dei fondamentalisti. Yusef Qureshi, imam di Peshawar, ha posto sulla sua testa una taglia di 500mila rupie (circa 4.500 euro). Numerose cellule estremiste hanno sostenuto la fatwa della guida religiosa pakistana, auspicando l’assassinio di Asia Bibi. Dopo aver trascorso due anni nel braccio della morte, da diverse settimane è stata trasferita in una cella di isolamento.
 
Interpellato da AsiaNews Haroon Barkat Masih, presidente della Masihi Foundation, spiega che Asia Bibi “aspetta paziente nella sua cella, è debole e vulnerabile ma prega e digiuna regolarmente pensando ai cristiani e alla situazione attraversata dal Pakistan”. L’attivista conferma che “nonostante la condizione in cui vive, nutre speranza ed è ferma nella sua fede incrollabile” in Cristo.
 
Il leader della Masihi Foundation riferisce che le misure di sicurezza sono state rafforzate dopo l’uccisione di Bin Laden, morto in raid delle forze speciali Usa in territorio pakistano il 2 maggio scorso. Egli parla poi della situazione generale del Paese, in cui prende sempre più piede “una forma peggiore di estremismo”, che comprende anche categorie sociali e persone considerate un tempo “moderate”.
 
“Asia Bibi per qualche tempo ha avuto problemi di salute” continua l’attivista “e tuttora è in isolamento, riceve ingredienti e si cucina da sola il cibo” per evitare possibili avvelenamenti. Masih aggiunge infine che il marito la visita con regolarità e la routine quotidiana in cella inizia con “la lettura della Bibbia e le preghiere: la famiglia aspetta con ansia di poterla riportare a casa”.
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